Si erge all’estremità nord-occidentale dell’altopiano di Bitti, a breve distanza dal fiume Tirso, in un’area dove antichi sentieri tra boschi di sugherete portano ad ammirare panorami suggestivi e aree di grande interesse archeologico. Con circa 250 abitanti, Osidda è il più piccolo Comune del Nuorese, incuneato fra i territori di Buddusò e Nule e attorniato da distese verdi, che invitano a lunghe passeggiate. Nel Medioevo rientrava nel giudicato di Gallura, all’interno della curatoria del Monte Acuto. Oggi è un centro di matrice agropastorale, legato alle sue tradizioni identitarie. Il centro storico conserva affascinanti caratteristiche architettoniche del passato: casette di granito si arrampicano in strette viuzze lastricate, su cui si affacciano con balconcini in ferro battuto adorni di fiori che scendono a cascata creando scenografici contrasti di colore. Travature dei soffitti e rustici pavimenti in legno offrono ambienti caldi e confortevoli. Spicca l’imponente ottocentesco palazzo Delogu, simbolo del paese. Sul punto più alto sorge la parrocchiale di sant’Angelo, costruita nel XIII secolo. A maggio se ne celebrano martirio e sepoltura, a fine agosto si festeggia con riti civili. Non lontano dalla chiesa c’è il parco comunale. Nella piazza principale, all’interno di una vecchia caserma, è stato allestito un presepe in miniatura con personaggi che indossano gli abiti tradizionali dei paesi sardi. Nei locali del municipio troverai una mostra con le fotografie storiche del centro abitato.

Il territorio di Osidda è stato abitato da età prenuragica, come dimostra a nord del paese il sito di punta Santu Paulu, dove un tempo sorgeva il paese. A pochi passi, in zona s’Impiccadolzu, si erge uno dei menhir più alti della Sardegna (più di sette metri), imponente e immerso nel verde. A testimoniare l’età del Bronzo una quindicina di nuraghi e varie tombe di Giganti. Tra i meglio conservati si segnalano s’Iscobalzu con una torre di cinque metri, il complesso di Piradolta (nuraghe più tomba di Giganti), il nuraghe Usanis, su un roccione granitico, in origine formato da due torri congiunte da un muraglione, e il Merula, accanto al quale sorgeva un pozzo sacro. La maggiore testimonianza è il villaggio de sa Contra e s’Eris, suggestivo e interessante insediamento nuragico e post-nuragico. A breve distanza, ma nel territorio di Bitti, c’è uno dei monumenti nuragici più famosi dell’Isola, il villaggio-santuario su Romanzesu.