È di gran lunga l’eredità nuragica più importante di Nule, centro ad alta densità di testimonianze preistoriche, e una tra le meglio conservate della Sardegna centro-settentrionale. Issato a 700 metri d’altezza all’estremità sud-occidentale dell’altopiano di Buddusò, il nuraghe Voes domina un panorama che si estende su tutti i rilievi del Goceano fino alla valle solcata dal basso corso del Tirso. Il monumento sorge a circa sei chilometri dal piccolo borgo famoso per l’arte tessile e, soprattutto, per raffinati tappeti con disegni a framas, le cui radici sono tardo-romane o altomedioevali.

Il monumento è grandioso e ancora integro nelle sue componenti fondamentali tanto da non aver mai conosciuto manutenzioni o scavi. Datato tra il Bronzo medio e finale (1600-1000 a.C.), il Voes è stato frequentato anche in epoca successiva come mostrano un frammento di ceramica punica e un tesoretto di monete in rame e argento di età imperiale. La struttura è di tipo complesso, composta da una torre centrale, che in origine - si suppone - si elevasse su tre livelli sovrapposti. Attorno sorse in una fase successiva un bastione trilobato: le tre torri sono collegate da corridoi e accostate in modo concentrico. All’ingresso, un breve corridoio immette in un piccolo cortile rettangolare. Sulle sue pareti si aprono gli ingressi ai corridoi che conducevano alle camere della torre centrale e di quelle secondarie. Il mastio presenta, oltre alla camera circolare, tre nicchie disposte a croce e la copertura a tholos. A sinistra dell’andito, vedrai la scala elicoidale che conduce alla camera del piano superiore, dove sono presenti anche tre corridoi che si congiungono anch’essi alle tre torri secondarie. L’andamento curvilineo del mastio lo fa assomigliare alla tipologia del famoso nuraghe Santu Antine di Torralba, mentre il bastione ha forma simile al nuraghe Losa di Abbasanta.

Tutto il territorio di Nule è un vero e proprio museo archeologico ‘a cielo aperto’, che comprende numerosi insediamenti neolitici, da dolmen a menhir, e tantissime testimonianze dell’età del Bronzo: ben 18 nuraghi, con villaggi attorno, e tre tombe di Giganti. Molto importante è il villaggio Santu Lesei, famoso per il ritrovamento del bronzetto di Nule, statuetta con corpo di animale e testa d’uomo, custodito oggi nel museo archeologico nazionale di Cagliari. Al termine dell’escursione archeologica, nel centro storico di Nule, fatto di viuzze strette dove si affacciano antiche case in pietra, potrai visitare la cinquecentesca ex parrocchiale di santa Croce e la nuova parrocchiale di santa Maria Assunta, di stile gotico-aragonese, che custodisce un altare ligneo barocco e dipinti di valore.