Un borgo di quasi duemila abitanti alle pendici dell’altopiano del Goceano, in provincia di Sassari. Il territorio di Benetutti con splendidi scorci, degrada fino all’alta valle del fiume Tirso, abbracciando foreste millenarie, popolate da cervi, daini e volpi, dove potrai fare escursioni a piedi e in bici. Fonti termali e beni archeologici sono grandi attrazioni di un centro strettamente legato a tradizioni agricole e artigianali, in particolare alla produzione di vino, pani tipici e dolci legati alle festività. Tessitura, lavorazione del ferro battuto e della pietra aggiungono un ‘tocco’ d’arte moderna.

È un paese antichissimo che conserva nel suo territorio tracce di insediamenti che partono dal Neolitico: menhir di monte Mannu, dolmen di monte Maone (III millennio a.C.) e domus de Janas di Luzzanas e Mandra e’ Giosso, unica in Sardegna a due piani. Le testimonianze proseguono nell’età nuragica, con tombe di Giganti e i nuraghi s’Aspru, il più grande del territorio, Sisine, Puddighinu e Carvoneddu. Infine, le cospicue tracce romane, in particolare la vasca termale di con gradini di marmo, che si trova all’interno dell’odierno stabilimento termale di san Saturnino.

I numerosi edifici e feste religiose sono segno di profonda devozione e scandiscono la vita della comunità. Tra i luoghi di culto spicca la parrocchiale di sant’Elena Imperatrice, realizzata in oltre due secoli tra 1400 circa e 1618, con aggiunta nel 1670 del campanile con cupola alto 25 metri. All’interno conserva un retablo del 1549, originalissima espressione dell’arte rinascimentale sarda, e una pregevole statua lignea di san Michele. A metà agosto si festeggia la patrona con i gosos, canti liturgici in limba, e con la partecipazione di gruppi folk di tutto il mondo. Altro appuntamento religioso sentito è sa Chida Santa, la settimana pasquale. Il paese e il suo territorio sono punteggiati di edifici di culto: le chiese di santa Croce (di inizio 1600), di san Timoteo, di santa Rosalia, di san Salvatore, della Beata Vergine di Boloe, di santa Barbara e l’antichissimo tempietto di san Saturnino, risalente all’XI secolo, poggiante sopra una costruzione nuragica. Accanto alla chiesetta campestre, ci sono famose sorgenti e bagni termali, conosciuti fin dall’Antichità. Per i romani erano le Aquae Lesitanae, le cui proprietà terapeutiche sono tuttora note: qui impiantarono una stazione termale. La testimonianza è di Tolomeo, celebre astronomo, matematico, geografo e fisico, del II secolo d.C. Oggi le fonti di san Saturnino fanno di Benetutti un rinomato centro per le cure termali.