Sono scavate sulle pendici di una collina trachitica, poco sotto a un nuraghe monotorre. Le quattro sepolture ipogeiche di Brodu si trovano nel territorio di Oniferi, a circa quattro chilometri dal centro abitato. Lasciata la provinciale verso Macomer, le raggiungerai a piedi guadando un torrente e risalendo il pendio sotto al nuraghe omonimo, che domina il territorio dalla sommità della collina. Due delle tombe si segnalano per dimensioni e stato di conservazione. Mentre delle altre due e del nuraghe, la cui torre è in parte interrata, resta poco.

La necropoli presenta fasi di culture differenti, che coprono un periodo tra 3200 e 1600 a.C. Il primo ipogeo è composto da una cella a pianta ellittica con al centro due pilastri. Del secondo si può intuire nel soffitto l’imitazione di un tetto a uno spiovente. Poi ci sono le due domus meglio conservate. La terza presenta un vestibolo dal quale accederai a un’anticamera, sulla cui parete di fondo si apre un portello, sormontato da una tripla protome bovina in rilievo, che immette nella più ampia cella centrale. Lungo i lati della camera funeraria vedrai vani rialzati e sulla parete di fondo l’ingresso a un ambiente secondario. La tomba IV è quella che ti rimarrà più impressa, specie per architettura ed elementi simbolici scolpiti alle pareti. La sepoltura ha uno sviluppo a T, preceduta da un monumentale dromos. Superato un atrio, entrerai in un’anticamera quadrangolare con piccola nicchia e soffitto a uno spiovente. Nella parete di fondo c’è un portello che ti condurrà alla camera funeraria centrale. Anche questo portello ha una cornice scolpita ed è sormontato da un bellissimo bassorilievo in cui sono rappresentate quattro corna bovine stilizzate. Qui, come nella terza tomba, le pareti presentano tracce di colore rosso. Sulle pareti si aprono due ingressi che danno accesso a cellette laterali.

Il territorio di Oniferi è ricco di testimonianze di epoca nuragica e prenuragica: oltre al sito di Brodu, a pochi chilometri di distanza non perdere occasione di visitare anche l’ampia e singolare necropoli di sas Concas.