Ai confini col territorio della Marmilla, Simala sorge in una fertile vallata del Campidano di Oristano attraversata dal Rio Mannu, un'area di grande interesse naturalistico all'interno di un paesaggio dolce e molto verde. La formazione dell'attuale centro urbano ebbe inizio probabilmente in età medievale, in seguito allo spopolamento di molte altre ville del territorio circostante per un sito più salubre e meglio collegato alle direttrici viarie principali. In questo periodo il paese faceva parte della curatoria di Parte Montis all'interno del Giudicato di Arborea fino al 1410, per passare poi al Regno catalano-aragonese. Naturalmente il territorio conobbe un'antropizzazione molto più antica, sin dall'epoca neolitica, legata alla presenza in questa regione del Monte Arci, con i suoi preziosissimi giacimenti di ossidiana.

Al Neolitico si ascrive un'importante area sacra al confine con i comuni di Masullas e Gonnoscodina, con un menhir centrale. Sono numerosi i resti di epoca nuragica, con una tomba di giganti in località Piscina Craba e diversi nuraghi (Gemussi, Is Canabis de Gemussi, Motroxiu 'e Nigoba, Su Sensu, Serra S'Ollastu, Is Gruxis, Is Putzus, Su Iaccu Longu, Nuracci), alcuni dei quali caratterizzati da una struttura complessa. Anche dopo la conquista romana, avvenuta nel III secolo a.C., il territorio in questione fu fittamente abitato e sfruttato, principalmente a scopo estrattivo. Di questa attività rimangono tracce quali pozzi di lavaggio e residui di fonderia, ma anche una villa rustica (dotata però di pars urbana con un impianto termale mosaicato) nella località di Gemussi. Passava per questa località la strada che collegava in quest'epoca Neapolis e Uselis, ma probabilmente anche la direttrice che partiva da Karalis e attraverso il Campidano raggiungeva Uselis. Il centro storico di Simala, con le sue tipiche abitazioni rurali, è piuttosto ben conservato. I due assi stradali principali si incrociano al centro del paese, nel punto in cui sorgeva e ancora sorge la chiesa parrocchiale. Anticamente in questi pressi era localizzato anche il cimitero e poi tutte le strutture civiche principali, quali il municipio, il monte granatico, l'oratorio del SS. Rosario, la casa parrocchiale e alcune abitazioni padronali particolarmente importanti. Le altre strade sono tortuose e affiancate da case a corte. I loggiati interni sono sostenuti da archi in pietra a tutto sesto o architravi in legno poggianti su pilastri in pietra intorno a cortili acciottolati, originariamente destinati alle tradizionali attività agricole, e talvolta piccoli orti urbani.

L'esterno è invece ornato da un portale di ingresso, in alcuni casi monumentale. Si conservano a Simala oltre 50 portali di un certo pregio. Lungo le vie Roma e S. Vitalia sorgono invece alcuni palazzotti signorili, dimora delle famiglie benestanti del paese, improntati per lo più ad uno stile architettonico di ispirazione neoclassica. Il più antico di questi edifici, costruito dalla famiglia dei Monserrat Deana, risale però al 1554, come indica l'epigrafe scolpita sull'architrave d'ingresso. La chiesa parrocchiale di S. Nicola, ricostruita sulla precedente, risale al XVIII secolo. La festa in onore di questo Santo si celebra il 6 dicembre. Nel giorno della vigilia si tiene nella piazza principale del paese una bella festa comunitaria, durante la quale si accende un grande falò e si offrono la castagnata e il vino novello appena spillato. Il primo lunedì di ottobre si celebra invece la festa di Santa Vitalia nella chiesetta campestre intitolata a questa Santa, durante la quale si svolge una sentita processione con numerosi fedeli in costume e cavalieri.