Le sue mura hanno visto succedersi genti nuragiche, puniche, romane e altomedievali, rendendolo uno dei pochi siti sardi dell’età del Bronzo ‘vissuti’ senza soluzione di continuità per più di quindici secoli. Il nuraghe Santu Miali sorge in territorio di Pompu, piccolo centro agricolo dell’alta Marmilla ai piedi del monte Arci, ed è stato oggetto negli anni di numerose campagne di scavo, che hanno fatto luce sulla sua straordinaria longevità. L’edificio rientra nella tipologia delle fortezze nuragiche a struttura complessa, costituito da una torre centrale e un bastione quadrilobato con cortile interno. La sua edificazione è datata tra XIV e XII secolo a. C. Il materiale di costruzione è l’arenaria, che conferisce al Santu Miali il suo caratteristico colore giallo.

Attorno al nuraghe noterai le tracce di una decina di capanne a pianta circolare, appartenenti al villaggio, e di due ulteriori strutture di forma identica ma di dimensioni notevoli, disposte sui lati nord ed est del nuraghe. Tutti gli edifici sono circondati da un antemurale. Nel tratto sud della cortina muraria risalta la tecnica costruttiva in opera isodoma, con blocchi perfettamente squadrati e uso, in alcuni punti, di conci d’angolo a forma di ‘L’.

Il cortile, nei secoli successivi, divenne un'area sacra: lo testimoniano i numerosi e sorprendenti ritrovamenti avvenuti durante gli scavi. In particolare le lucerne presentano simboli riferibili a diversi culti e religioni: forse era celebrata Cerere, dea delle messi. Ma alcune riportano anche la croce con la P, relativa al cristianesimo, e il simbolo della Menorah, che rimanda invece a riti giudaici. Santu Miali rappresenterebbe quindi un importante esempio di contaminazione e tolleranza religiosa. Tracce risalenti alla frequentazione altomedievale sono state rinvenute anche nelle capanne circostanti il nuraghe, mentre nelle vicinanze si trova una tomba scavata nella roccia calcarea, detta su Laccu de su meli, resti di necropoli e abitati, tutti risalenti a epoca romana.

I ricchi giacimenti di ossidiana del monte Arci sono stati sfruttati fin dalle popolazioni prenuragiche, che hanno lasciato tracce di officine e stazioni di lavorazione nell’intera area. I dintorni di Santu Miali contano tre officine finora identificate, ma ulteriori testimonianze provengono dalla località di Prabanta, al confine con il territorio di Morgongiori. Qui potrai visitare l’omonimo complesso archeologico, dove sono presenti un menhir di tre metri e mezzo, su Furconi, e due domus de Janas, sa Sala e su Forru de Luxia Arrabiosa. Poco lontano, tra Pompu, Morgongiori e Siris, si erge anche il nuraghe a tre torri su Sensu.