L'edificio è costituito da una torre centrale e da un bastione quadrilobato con un cortile interno. Il paramento esterno della torre principale, di cui si scorge un solo filare riferibile alla camera del primo piano, è costituito in opera isodoma con blocchi di arenaria. All'interno, si individua - a S - lo sbocco della scala d'andito. Questa, liberata dai crolli durante le ultime campagne di scavo, presenta sezione ogivale. Della camera del piano terra, liberata anch'essa – in parte – dei crolli, si contano 6 filari di blocchi parallelepipedi. Le cortine murarie del bastione mostrano andamento rettilineo nei quadranti esposti a E, S e O, e curvilineo in quello settentrionale. La cortina S - restaurata in antico - è realizzata in opera isodoma, con blocchi lavorati, nei filari inferiori, mentre presenta grandi massi in arenaria nell'ultimo filare residuo. Le torri angolari, di cui a causa delle macerie non è possibile stabilire l'articolazione degli spazi interni, presentano profili di pianta circolari. Il cortile che si estende a S del mastio, di pianta reniforme e parzialmente ingombro di pietrame, è stato riutilizzato - in età tardoantica - a scopo cultuale. La presenza di un bell'architrave in basalto nella cortina E del bastione porta a ritenere che l'accesso al complesso avvenisse da questo lato. Un villaggio di capanne, delimitato da una muraglia e riutilizzato in epoca medievale, si estendeva attorno al nuraghe. Storia degli scavi Il sito è stato scavato tra il 1998 e il 2001, sotto la direzione scientifica di Emerenziana Usai. Bibliografia E. Usai-C. Faa-V. Marras-G. Ragucci, [i]Il nuraghe Santu Miali: Pompu[/i], Cagliari, Askos, 2002, pp. 6-15. V. Marras-E. Usai, "L'industria litica in ossidiana del territorio di Pompu (Or)", in [i]Atti del 2° Convegno internazionale L'ossidiana del Monte Arci nel Mediterraneo: la ricerca archeologica e la salvaguardia del paesaggio per lo sviluppo delle zone interne della Sardegna[/i], Cagliari, 2004, pp. 347-350.