Gonnostramatza è un piccolo centro agricolo della Marmilla situato in una valle ricca di vigneti, oliveti e mandorli. Il paese è attraversato dal Rio Mannu che la divide in due rioni: "su xiau mannu" (il grande rione) e "su xiadeddu" (il piccolo rione). Il passaggio da un rione all'altro è reso possibile da tre ponti. Il territorio comunale ora comprende anche il distrutto borgo di "Serzela". Il significato di Gonnostramatza è "Paese del tamericio" da "Gonnos" che significa "luogo" e "tramatzu" che significa "tamericio". Gonnostramatza ha origini nuragiche come testimoniano gli insediamenti presenti e la scoperta di reperti di notevole interesse archeologico come il collier della tomba eneolitica di "Bingia e Monti", il più antico monile d'oro ritrovato in Sardegna. Il paese fino al XVII secolo era il centro più popolato ed importante della Marmilla.

Dall'XI secolo divenne sede di capoluogo della Parte Montis, nel Giudicato di Arborea. Nel 1388, Eleonora d'Arborea scelse Gonnostramatza come sede per la stipula del trattato di pace con Pietro IV d'Aragona con l'intervento dei rappresentati di tutti i borghi del circondario. Di sicuro interesse per il visitatore è la visita al centro storico del paese che offre la possibilità di vedere antiche case costruite con architettura tipica delle case campidanesi, nonché le piccole chiesette di Sant'Antonio e San Michele Arcangelo. Quest'ultima ospita il retablo, proveniente dalla chiesa di San Paolo a Serzela, opera di Lorenzo Cavaro, capostipite della famiglia di pittori cagliaritani che diede vita, nel XVI secolo, alla Scuola di Stampace. Durante il mese di Agosto inoltre risulta suggestiva la partecipazione alla festa patronale in onore di San Michele Arcangelo, che prevede manifestazioni sacre e civili.