Celeste, poi azzurro, sfumature turchesi, infine blu intenso: sono i raggi del sole a rendere cangianti i colori del mare davanti alla scogliera, anche grazie al riflesso della vegetazione mediterranea e delle distese di peonie rosa. A rendere ancora più suggestivo il paesaggio della scogliera di Capo Sperone, ultima propaggine a sud dell’isola di sant’Antioco, la maggiore dell’arcipelago del Sulcis, sono le isole della Vacca, del Vitello e, più in lontananza, del Toro, antichissimi vulcani affioranti dalle acque. La costa che circonda il promontorio è estremamente frastagliata, alternando ruvide scogliere a solitarie calette sabbiose, mentre la superficie è ricoperta da cisti, lentischi, corbezzoli, ginepri, pini marittimi e fichi d’India, oltre a essere caratterizzata – in primavera - dalle colorazioni della peonia.

Ai piedi della scogliera, sul lato est, si estende un tratto di spiaggia lungo circa 150 metri, con sabbia fine e ciottoli. Il fondale è sabbioso, con qualche scoglio, e trasparente, ideale per lo snorkeling. Anche dalla spiaggia potrai ammirare i profili degli isolotti, inseriti – assieme a Capo Sperone – nell’elenco delle zone speciali di conservazione per il loro valore ambientale e la biodiversità. Delle tre, la maggiore è l’isola della Vacca, dotata anche di una banchina di approdo e di un sentiero che permette di raggiungerne la cima, a quota 94 metri. Vi nidificano numerosi uccelli marini, come gabbiano reale, marangone dal ciuffo, berta maggiore e falco della regina. I suoi fondali sono un paradiso per gli appassionati di diving. L’isolotto del Vitello è in realtà uno scoglio spoglio, mentre ‘il Toro’ ha forma conica, è ricoperto da vegetazione erbacea endemica e vi abita una colonia di conigli. Una scalinata ricavata nella roccia permette di giungere a un fanale di avvistamento per le navi, ormai in disuso. L’isolotto, inoltre, ha la particolarità di essere il punto geografico più a sud del territorio sardo.

Nell’entroterra, a due chilometri dalla scogliera, potrai visitare l’ex semaforo di Capo Sperone: fu costruito nel 1887 e svolse inizialmente la funzione di semaforo navale, successivamente divenne una stazione radio militare. Durante la seconda guerra mondiale fu stazione radar e vedetta di difesa antinave e antiaerea. L’edificio, abbandonato definitivamente nel 1957, ha una pianta longitudinale su due livelli, con una torretta. All’interno, un lungo corridoio divide la struttura in due sezioni, con ambienti di servizio e uffici disposti ai lati. Al termine del corridoio una scalinata in granito permette l’accesso all’ufficio radio-trasmittente, mentre poco prima noterai l’ingresso alla torretta d’avvistamento.