Septimo ab urbe lapide, in origine il suo nome era un riferimento alle sette miglia che lo separavano da Cagliari (oggi poco più di dieci chilometri). Settimo san Pietro è un paese di quasi settemila abitanti nella parte più meridionale della fertile piana del Campidano, da cui la sua prevalente attività agricola. Dove sorge l’abitato si trovava una mansio (stazione di posta) romana sulla strada da Caralis all’attuale Parteolla. L’epoca romana è testimoniata dai resti di un acquedotto. Mentre le tracce umane più antiche del territorio risalgono al Neolitico recente: è la domu de Janas de s’Acqua 'e is dolus. Dell’età del Bronzo è il complesso nuragico di Cuccuru Nuraxi, sulla collina omonima, con nuraghe trilobato e tempio a pozzo. Ai piedi del colle è stata costruita l’Arca del Tempo, museo multimediale e centro di sperimentazione su beni culturali e archeologici. È composto da aree funzionali: laboratorio archeologico, area ludico-didattica e giardino degli archeologi. L’allestimento spazia dagli insediamenti neolitici a paesaggi, monumenti e storia di Cagliari e della sua area vasta. Ai contenuti multimediali si affianca un percorso didattico che esplora i ritrovamenti archeologici di Settimo, in particolare il sito di Cuccuru Nuraxi e il culto dell’acqua (anche di altri templi a pozzo sardi).

L’abitato conserva ancora numerose abitazioni in mattoni crudi (ladiri). Al centro spiccano la chiesa romanica di san Giovanni Battista e, soprattutto, la parrocchiale di san Pietro, eretta tra XVI e XVIII secolo. Dell’originario impianto tardogotico l’edificio conserva la facciata, la navata e il presbiterio, mentre le cappelle e gli ultimi due ordini del campanile risultano aggiunte del XVII e del XVIII secolo. La navata è divisa in cinque campate, segnate dai sottarchi a sesto acuto. Le cappelle sono cinque, le ultime due così profonde che fungono da transetto. Le altre sono tutte diverse, una è datata con precisione grazie a un’iscrizione che attesta la costruzione, insieme al campanile, al 1627.