La più antica attestazione sulla parrocchiale di Settimo San Pietro risale al 1442, anno in cui l'arcivescovo di Cagliari Matteo Ioffre la consacrò. Non pare però possibile restituire a questa data alcuna struttura dell'edificio attuale, a meno che non si consideri l'ipotesi che la chiesa sia stata edificata in contemporanea alla chiesa di San Giacomo in Cagliari, la cui costruzione (o meglio quella del campanile) risale agli stessi anni (1438-42). L'ipotesi potrebbe essere confortata dal fatto che vi sono immediate somiglianze tra le nervature e tra le gemme delle volte stellari nei due presbiteri (la capilla mayor nella chiesa di Cagliari può considerarsi coeva alla torre campanaria). Tuttavia pare poco probabile che al di fuori della città di Cagliari si intraprendesse la costruzione di nuove fabbriche, almeno fintanto che non si conclusero definitivamente le ostilità tra la Corona d'Aragona e i ribelli del Marchesato di Oristano (1478). Pertanto la fabbrica dell'edificio va collocata agli inizi del XVI secolo. In un atto notarile del 1564 i committenti la costruzione del presbiterio della parrocchiale di Sant'Ambrogio in Monserrato indicavano come modello - ai picapedrers che avrebbero dovuto compiere il lavoro - la capilla major della parrocchiale di Settimo, quindi a quella data già esistente. L'edificio conserva del primitivo impianto tardogotico la facciata, la navata e il presbiterio, mentre le cappelle e gli ultimi due ordini del campanile risultano aggiunte del XVII e del XVIII secolo. Il prospetto presenta terminale piatto con merlatura, portale strombato ad arco acuto, grande oculo tamponato (al cui centro è ora una finestra quadrangolare), campanile a canna quadrata in asse sul lato s., mentre su quello d. è un contrafforte rifatto. La navata è divisa in cinque campate, segnate dai sottarchi della volta a sesto acuto. alcuni dei contrafforti laterali rimangono liberi, perché poche cappelle, e in momenti diversi, sono state aperte lungo la navata. Le cappelle sono soltanto cinque, e le ultime due così profonde che fungono da transetto. Le altre tre sono tutte diverse, e una di esse, quella sotto il campanile, risulta datata con precisione poiché una iscrizione ne attesta la costruzione, insieme alla torre campanaria, nel 1627. Questa cappella, seppure edificata nel XVII secolo, ha forme decisamente gotiche, con l'arco d'accesso inflesso terminante "a giglio", che presenta un ornato a fogliame stilizzato. La seconda cappella a s., nonostante i suoi archi ad ogiva e la sua volta stellare, è posteriore ai bracci del transetto e alla cappella, con volta ellittica, che le sta di fronte. La capilla major, sopraelevata rispetto all'aula, ha pianta quadrata ed è più bassa e più stretta della navata. Cinque gemme pendule ornano la sua volta stellare. Due contrafforti obliqui, visibili dall'esterno, bilanciano le spinte degli archi in diagonale della volta. Vedi la pianta e le sezioni del monumento Storia degli studi Studiata in precedenza da Renata Serra, la chiesa è oggetto di una sintetica scheda nel volume di Francesca Segni Pulvirenti e Aldo Sari sull'architettura tardogotica e d'influsso rinascimentale (1994). Bibliografia R. Serra, "Le parrocchiali di Assemini, Sestu e Settimo San Pietro. Note per una storia dell'architettura tardogotica in Sardegna", in [i]Atti del XIII congresso di storia dell'architettura. Sardegna[/i], I, Roma, 1966, I, pp. 225-243. R. Serra, "L'architettura sardo-catalana", in [i]I Catalani in Sardegna[/i], a cura di J. Carbonell-F. Manconi, Cinisello Balsamo, Silvana, 1984, pp. 125-154. F. Segni Pulvirenti-A. Sari, Architettura tardogotica e d'influsso rinascimentale, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, Ilisso, 1994, sch. 9.