Una spettacolare scultura naturale che sembra indicare col capo il mare. Di fronte all’arcipelago della Maddalena, a oltre 120 metri di altezza, sorge la Roccia dell’Orso, che ‘veglia’ sul vicino centro abitato di Palau, distante poco più di cinque chilometri. La roccia ha dato il nome al promontorio su cui sorge ed è facilmente raggiungibile dalla strada asfaltata attraverso un sentiero pedonale in buone condizioni lungo 500 metri.

L’Orso di Palau è una delle maggiori attrazioni tra i monumenti naturali dell’Isola, non a caso il suo promontorio è meta di migliaia di escursioni. La roccia granitica, scolpita nel corso dei secoli dagli agenti atmosferici, è particolarmente esposta ai venti e si presenta alterata, quasi scavata, in superficie, caratterizzata da un colore giallo-rosato. Nell’area circostante, per l’alto valore paesaggistico e geologico, è stata istituita un’area di tutela con il parco nazionale dell’arcipelago.

Il monumento naturale è noto fin dall’Antichità, come attesta il geografo greco Tolomeo (II secolo d.C.): racconta della paura che incuteva ai naviganti perché in grado di attirare le navi con la forza di una grande calamita. Gli antichi marinai ci videro la sagoma di un orso (da qui il nome) e lo citarono nei portolani come punto di riconoscimento, perché ben visibile dal mare.

Il territorio di Capo d’Orso è interessante anche dal punto di vista archeologico per la presenza di alcune tombe in tafone e un’industria litica di epoca neolitica. Nel tratto di mare di fronte sono stati rinvenuti numerosi relitti di navi onerarie di varie epoche, a conferma di un intenso traffico commerciale lungo la costa nord-orientale sarda. In prossimità di Spargi, è stata rinvenuta una nave di epoca romana con l’intero carico, oggi ricostruita e custodita nel museo navale Nino Lamboglia della Maddalena.