Si adagia nella valle del rio Cixerri, in un territorio in gran parte montuoso. Domusnovas, con oltre seimila abitanti, è un importante centro dell’Iglesiente, noto come ‘paese delle grotte’ e protagonista dell’epopea mineraria, durata oltre un secolo, fino a metà XX secolo, con circa 50 miniere, tra cui Arenas, Barraxiutta, sa Duchessa e Tiny. Da abbinare ai siti dismessi sono le visite ai musei cittadini: mineralogico, allestito nell’ex monte granatico con collezioni di minerali e fossili, e faunistico e naturalistico. I segni dell’attività estrattiva sono custoditi anche nel vasto complesso Monte Linas-Oridda-Marganai, un parco dai paesaggi multiformi: dal granitico monte Linas al massiccio calcareo del Marganai, passando per l’altopiano di Oridda, dove si estende la foresta di Montimannu. Nelle zone granitiche incontrerai gole e cascate, come Piscina Irgas, nei rilievi, boschi di lecci, da percorrere a piedi o a cavallo. Nei calcari le infiltrazioni hanno creato fiumi sotterranei e cavità, tra cui la grotta Abisso Paradiso e un celebre ‘gioiello geologico’, la grotta di san Giovanni, che fora da parte a parte il monte Aqua. Una strada transitabile e illuminata percorre la sua sinuosa lunghezza: unica in Italia, una rarità nel mondo. Si suddivide in due livelli, un ramo fossile di 850 metri, fatto di ampie sale con stalattiti e stalagmiti, e un ramo attivo di due chilometri, che si sviluppa fra tunnel e cunicoli. Pareti rocciose dei suoi ingressi e falesie di Oridda sono ideali per l’arrampicata sportiva. Tre chilometri distanziano l’abitato dall’ingresso sud: lungo la strada ammirerai il vecchio mulino sa Ferraia e la chiesetta di san Giovanni. Fu eretta tra ulivi secolari dopo che la demolizione, attorno al 1800, della cappella dedicata al santo dentro la grotta. Gli altri edifici di culto sono nel centro storico: la medioevale chiesa di santa Barbara e la parrocchiale della Vergine Assunta, del secondo XVIII secolo, con facciata in pietra. La festa in suo onore è a Ferragosto con processione di gruppi folk e suonatori di launeddas. Negli ingressi nord e sud della grotta di san Giovanni ci sono i resti di mura ciclopiche, rimaste intatte sino al XIX secolo, una delle più maestose testimonianze preistoriche della zona. Anche l’età nuragica ha lasciato segni evidenti: il più rilevante è sa Domu e s’Orku, con torre centrale e bastione circondati da una muraglia intercalata da altre cinque torri. L’origine di Domusnovas è medioevale. Le dominazioni pisana e spagnola hanno segnato indelebilmente le sue tradizioni, in particolare i riti della Settimana Santa, che hanno nel venerdì il giorno più ricco di pathos con processione del Crocifisso e su Scravamentu. Tra le feste laiche, non perdere le tappe di Primavera Sulcitana e Sapori d’Autunno.