È disposto ad anfiteatro ai piedi del monte Santu Padre, vetta della catena del Marghine, a circa 500 metri d’altitudine, in un territorio che va dall’altopiano di Campeda a nord alla piana del rio Murtazzolu a sud, abitato da età neolitica e di rilievo in epoca romana. Bortigali divenne celebre negli anni Quaranta del XX secolo quando dal borgo, a conclusione del secondo conflitto mondiale, iniziò a trasmettere Radio Sardegna, prima emittente libera in Italia. Il paese di 1400 abitanti fa parte del club dei Borghi autentici d’Italia, è uno dei pochi paesi in Italia con un mulino ad acqua attivo e produce squisiti formaggi (pecorino, casizolu e sa fresa ‘e attunzu), grazie alla cooperativa lattiera sociale, nata nel 1907.

Il centro storico è fatto di strade strette pavimentate e case ornate da portali e architravi catalano-aragonesi (se ne contano 80). In paese si contano sei chiese. Dentro una grotta si trova quella di sant’Antonio, in onore del quale si accendono i falò a metà gennaio. Imperdibile è quella di santa Maria degli Angeli, con pareti di colore rosso-rosato. All’interno custodisce un retablo del 1559, che richiama la pittura rinascimentale italiana, fiamminga e tedesca. In campagna ci sono altre quattro chiese, alle quali va aggiunta santa Maria de Sauccu, che ricade nel territorio di Bolotana, ma insieme al villaggio di circa 50 muristenes, appartiene alla comunità di Bortigali. Qui si svolge dal 7 al 17 settembre la sagra documentata dal 1606. L’appuntamento tradizionale più sentito sono i riti della Settimana santa.

Il territorio è uno scrigno archeologico dal valore inestimabile: vi sono disseminate domus de Janas, dolmen, tombe di Giganti e decine di nuraghi. I complessi più significativi sono Carrarzu Iddia e, soprattutto, il maestoso nuraghe Orolo: la sua torre centrale a due piani circondata da un ‘corpo’ bilobato si erge in posizione panoramica. Salirai agevolmente sino in cima attraverso 56 gradini di una scala elicoidale. Lo raggiungerai lungo il ‘sentiero Natura’ che scala il Santu Padre, un’escursione consigliata anche agli appassionati di parapendio. L’itinerario parte dal paese e, passando per la frazione rurale di Mulargia, raggiunge la vetta del monte, da cui osserverai un panorama vastissimo, dai rilievi del Gennargentu a quelli del Sulcis, dalle Baronie al Logudoro, sino al mare di Bosa, da dove arrivano in volo sulle sue pareti rocciose i grifoni di capo Marrargiu.