Il più importante invaso dell’Isola, per lungo tempo in passato il più grande d’Europa, è attualmente un’attrazione turistica ricca di storia e fascino. Il lago Omodeo si estende per quasi 30 chilometri quadrati, appartenenti a undici Comuni della provincia di Oristano, nel territorio storico del Barigadu. È formato dallo sbarramento del Tirso: dal 1924 sino a fine XX secolo il fiume fu chiuso tramite la ‘storica’ diga di santa Chiara. Uno sbarramento progettato da Angelo Omodeo per regolare il corso del fiume, produrre energia e irrigare, realizzato in cinque anni da 16 mila operai e inaugurato da Vittorio Emanuele III. Nel 1941, in piena guerra mondiale, la diga fu attaccata con siluri da aerei britannici. Fu sostituita da una nuova, alta cento metri e lunga 582, intitolata a Eleonora d’Arborea, costruita in 15 anni e inaugurata nel 1997. La nuova costruzione sommerse in parte il precedente sbarramento.

La vallata ricoperta d’acqua custodisce un tesoro archeologico: insediamenti nuragici e quello pre-nuragico di Serra Linta stanno sott’acqua insieme a una foresta tropicale fossile, antica circa 20 milioni di anni, e al suggestivo paesino di Zuri. Il villaggio, sacrificato con la costruzione della diga, è stato ricostruito a monte, insieme alla chiesa romanica dedicata a san Pietro apostolo (del 1291), smontata e riedificata concio per concio (1923). Prima che venisse realizzata la nuova diga, nei periodi di secca riaffioravano le testimonianze delle popolazioni che abitarono il medio Tirso. Capita anche oggi: di recente è completamente riemersa la villa del capocentrale, diventata meta turistica. Casa e nuraghi affiorano con un colore uniforme al terreno per il limo che vi si deposita, dando la sensazione di un mondo cristallizzato e incantato.

L’Omodeo fa parte dei siti comunitari di interesse paesaggistico e ambientale. Alla storia di un luogo magico, infatti, si accompagna la bellezza naturalistica. Il lago è circondato da altopiani basaltici, aspre montagne e vegetazione avvolgente: lecci e macchia mediterranea, e anche roverelle, salici, pioppi e olmi. Esplorando le acque in canoa o kayak e le rive in trekking o rilassanti passeggiate, osserverai il volo di falco pellegrino e ghiandaia, varie specie di anatre e aironi, tartarughe e testuggini.