Da un colle, a 260 metri d’altitudine, si affaccia sulle sponde del lago Omodeo, lungo i monti del Marghine, un paesaggio con pochi eguali, ideale per escursioni di trekking, mountain bike e canoa, nonchè oasi faunistica, abitata da rari volatili. Bidonì è uno dei paesi più piccoli dell’Isola con appena 150 abitanti, rientrante regione storica del Barigadu. I primi documenti che attestano l’esistenza del villaggio da cui è sorto l’attuale borgo risalgono al 1157. Passeggiare per le sue strette vie è come andare indietro nel tempo: strade acciottolate, monumenti medioevali e antiche case in trachite rossa, tra cui sa ‘Omo ‘e sa majarza (la casa della strega), che racconta della stregoneria e dell’Inquisizione in Sardegna. Oggi il paese, di tradizione agropastorale, fa parte dei borghi autentici d’Italia e della comunità ospitale Domos Rujas, insieme all’altro borgo autentico di Sorradile.

La maggiore testimonianza del suo notevole patrimonio archeologico sono i ruderi del tempio di Giove, unica struttura dedicata alla massima divinità romana scoperta in un ambiente campestre dell’Isola, uno dei tre finora rinvenuti nel Mediterraneo. Eretto intorno al 50 a.C. sul colle di s’Onnarìu, nella periferia nord dell’abitato, l’ampia struttura ne occupa un versante e sommità. La dedica a Giove si evince da due iscrizioni (Dei e Iovis), incise su un lato dell’altare. Diversi frammenti di vasi rinvenuti all’interno testimoniano l’occupazione dell’area in un periodo tra II e I secolo a.C. Il territorio circostante fu abitato da molto prima, come testimoniano le domus de Janas di Pera Pintore, il nuraghe Bentosu e i resti di un insediamento nuragico sommerso nelle profondità del lago.

Al Medioevo risalgono due santuari. Il principale è la chiesa di san Pietro, del XII secolo, edificata in stile romanico con conci di pietra squadrati. La navata unica ha tetto a capanna. Al suo interno conserva un’iscrizione funeraria del IX secolo. Mentre in campagna c’è il novenario di santa Maria di Ossolo, del XIII secolo ma ricostruita nel 1632, dove si celebra una delle feste più sentite a inizio settembre: la processione va dalla chiesetta campestre alla parrocchiale di san Giovanni battista, patrono celebrato a fine giugno. Altro appuntamento atteso è nel giorno di Pasquetta: la sagra de s’anzone (dell’agnello), durante la quale potrai degustare ricette tradizionali, nello scenario della pineta di Istei, vicino all’Omodeo, allestita per ospitare i numerosissimi partecipanti al pranzo. Prodotti della terra e pietanze semplici ma finemente aromatizzate caratterizzano la cucina di Bidonì. Il piatto più rappresentativo sono sos culurzones de patata (ravioli di patata).