Dal suo abitato godrai di un panorama che abbraccia a nord il golfo di Olbia e l’area marina di Tavolara, a sud il golfo di Orosei e il Supramonte di Dorgali. Avvolto da colline granitiche, Torpè è un centro di quasi tremila abitanti vicino alla costa nord-orientale della Sardegna, di lingua logudorese, e documentato sin dal XII secolo come località della curatoria Posada - Comune oggi confinante – all’interno del giudicato di Gallura. In mezzo alle viuzze del centro storico, che ha ispirato il pittore sardo del XX secolo Mario Delitala, sorge la bellissima parrocchiale di Nostra Signora degli Angeli. Nella solenne festa per la patrona sono inclusi spettacoli folkloristici. Non lontano appare la chiesa di sant’Antonio, in onore del quale si svolge l’evento per eccellenza: gli scenografici fuochi di sant’Antonio abate, nella notte del 16 gennaio, con cerimonia religiosa accompagnata da degustazioni di dolci e vino, suoni e danze. A fine maggio a su Cossu si svolgono i festeggiamenti per santa Rita, a fine settembre quelli dedicati alla beata Vergine immacolata. A inizio ottobre la frazione di Talavà è animata dalle celebrazioni per santa Teresa. Interessanti anche il concorso di canto tradizionale a chitarra e la rassegna gastronomica ‘Torpè produce’. Il centro è famoso per gli agrumeti e le cave con impianti di produzione di calcestruzzo. Nel palazzo municipale osserverai una mostra fotografica di usi e tradizioni del passato, mentre nella frazione di sos Rios e Concas, vedrai vecchie costruzioni in mattoni di fango e pietre a vista.

Nel territorio di Torpè ricade parte del parco regionale dell’oasi di Tepilora, una delle aree più rigogliose dell’Isola: quasi ottomila ettari di foreste incontaminate, punteggiate da sorgenti e rocce modellate dal tempo, attraversate da sentieri e corsi d’acqua, nonché area di protezione faunistica, dove trovano rifugio anche daini e mufloni. Al suo interno ci sono le foreste di su Lidone e di Usinavà, oltre mille ettari di lecci, sughere e macchia mediterranea, con affioramenti granitici cui l’erosione ha dato forme del mondo animale. L’escursione prosegue al lago Maccheronis, attorniato da moderne piste ciclabili e affiancato dalla pineta de sa Dea. Le maggiori concentrazioni di lecci si trovano a Badd’e Cabras e a sa Figu, insieme a corbezzoli, lentischi e ginepri rossi. Altro luogo dalla splendida visuale è il monte Nurres, uno dei rilievi che contornano l’abitato, tra cui Cuccuru ‘e Luna, monte Pedra Ruina e monte Nizzu, alle cui falde si trova una miniera di rame. Ideale via d’accesso tra costa e altopiano di Bitti e Buddusò, l’area fu frequentata sin dal Neolitico ed è disseminata di testimonianze preistoriche: da visitare le domus de Janas di Predas ruias e il nuraghe San Pietro, con mastio e torri attorno, una usata anche in epoca romana.