L’imponenza del Montalbo domina il paesaggio: la ‘dolomite sarda’ con le sue rocce candide si affaccia su 25 chilometri di costa, per metà sabbia fine e chiara. Siniscola è una cittadina di dodicimila abitanti, la più popolosa delle Baronie, seconda della provincia di Nuoro, a 50 chilometri da Olbia. In epoca romana fu Portus Lugudonis, mansione nella litoranea verso Karalis. Attorno uno scenario multiforme: rilievi calcarei, gole e strapiombi, colli e pianure, pascoli e vigneti, lagune e spiagge, luoghi ideali per trekking, passeggiate a cavallo, speleologia, free climbing e surf. Lungo la dorsale argentea dell’Albo, percorrerai suggestivi itinerari, un tempo sentieri di carbonai e pastori, tra siti archeologici e pinnettos, tra boschi di lecci e di macchia mediterranea, popolati da muflone, aquila reale e gracchio corallino. La vetta è ‘lunare’, a valle doline, voragini, fiumi sotterranei e grotte, abitate nella preistoria: Bona Fraule, dove sono state trovate armi di ferro, Gane ‘e Gortoe, ricca di concrezioni calcaree, sa Conca ‘e Locoli, erosa dall’impetuosità dell’acqua, e sa Prejone ‘e ‘Orcu, grotta-santuario nuragico. In tutto sono trenta gli insediamenti nuragici, tra cui i villaggi di Luthuthai e Rempellos, il nuraghe Conca Umosa e le tombe di Giganti sas Kolovranas, su Itichinzu e su Piccante. Le prime tracce umane sono del VI millennio a.C., nella grotta di Elène Portiche, successiva è Cuccuru ‘e Janas, ‘collina delle fate’, grotta con camere funerarie a raggiera.

Dalla montagna i sentieri arrivano sino alle spiagge, interrotte da basse scogliere e incorniciate da acque limpide e turchesi. Prima tappa, La Caletta, frazione balneare e porto turistico con spiaggia dorata di cinque chilometri, delimitata da stagno su Graneri e pineta. In direzione sud troverai Santa Lucia, villaggio di pescatori, dove si svolgono, a giugno, Sapori di mare con degustazioni marinare e, a settembre, gli spettacoli del festival internazionale. Segue l’incantevole s’Ena e sa Chitta, la ‘spiaggia dei confetti’: sabbia bianca e rocce levigate. Poco più a sud, le gigantesche dune e i ginepri secolari di Capo Comino, cornice da film. Alle spalle, gli stagni di Salina Manna e Salinedda. Ancora più a sud, arriverai a Bèrchida, perla della costa orientale col suo abbagliante fulgore, dato da sabbia candida, acque smeraldine e rilievi dorati. In età spagnola la costa era protetta da torri d’avvistamento, ricordo di scorribande saracene. Ne restano una a Santa Lucia e una del 1608 che domina, insieme alla settecentesca parrocchiale di san Giovanni battista, il centro storico di origine medievale. Da visitare è Nostra Signora della Salute, costruita vicino alla sorgente ‘curativa’ di Luittu, una delle tante che punteggiano il territorio. Infiniti gli eventi: fuochi di sant’Antonio abate, carnevale, Settimana Santa, la tappa di Primavera in Baronia. A metà ottobre, la celebrazione più sentita (e secolare) per Nostra Signora delle Grazie. La religiosità si manifesta anche in varie sagre, nelle quali coglierai l’autenticità della comunità e assaggerai cannonau e pecorino, menù a base di suppa thiniscolesa e carni arrosto. L’emblema di Siniscola è sa pompia, grosso agrume, incrocio tra cedro e limone, da cui si ricavano squisiti dolci di laboriosa preparazione: pompìa intrea e s’aranzata. È usata anche in ambito di cosmesi ed erboristeria.