È la ‘città di pietra’, con parchi e sorgenti, luogo di relax e aria salubre di montagna. Al centro della Gallura, ai piedi del Limbara, Tempio Pausania è una cittadina di 14 mila abitanti con un pittoresco centro storico fatto di edifici e pavimentazioni in granito e viali alberati. Da sempre riferimento per l’entroterra gallurese, è sede vescovile e di tribunale. Citato come Templo in età giudicale, ha aggiunto il ‘secondo’ nome nel 1879 con riferimento all’antica sede di diocesi Phausania. La città è celebre per la lavorazione di granito e sughero, cui è dedicato il museo delle macchine del sughero, per i vini (vermentino, karana e moscato) e per lu carrasciali timpiesu, carnevale allegorico per eccellenza, evento che conta ogni anno centomila presenze. Nella festa è incluso lu palu di la frisgiola, giostra equestre con protagonista un tipico dolce carnevalesco, un altro è lu acciuleddu ‘e meli. Li casgiatini sono i dolci pasquali, i papassini di Natale. Tra i piatti ‘regna’ la suppa cuata. Il clou della Settimana Santa sono via Crucis e lu Sgraamentu. Ad agosto sono celebrati i patroni san Paolo e Vergine di Buoncammino.

Dove un tempo risiedeva il convento delle cappuccine, oggi sorgono palazzo municipale e piazza Gallura: qui si affaccia il palazzo settecentesco dei marchesi Pes di Villamarina, attuale sede della Curia e del Museum Templense. Accanto sorge la cattedrale di san Pietro apostolo: di inizio XIII secolo, ampliata e ristrutturata, fu riconsacrata nel 1839. Di fronte al suo monumentale prospetto vedrai l’oratorio del Rosario (XIII-XIV secolo), sorto forse in luogo del tempio di Castore e Polluce, protettori della milizia romana di stanza a Milizzana. Gemellae, la ‘Tempio romana’, deriverebbe il nome dai Gemini romani. Cattedrale, oratorio e duecentesca chiesa di santa Croce formano il principale complesso di culto. Nel centro ammirerai anche la ‘spagnoleggiante’ Nostra Signora del Pilar. Chiesa di san Francesco e convento dei frati minori osservanti sono la prima testimonianza rinascimentale nell’Isola (1543-48). Altre storiche chiese sono quella del Purgatorio (XVIII secolo), di sant’Antonio (1657) e di san Giuseppe. Influente è stato il convento degli padri Scolopi, collegio istituito nel 1665, oggi biblioteca, protagonista dell’opera di alfabetizzazione. Tra gli edifici civili spiccano i palazzi Massidda, Sanguinetti e dell’Ex Me (1663), che fu prima prigione, poi mercato, il teatro del Carmine, la stazione ferroviaria con dipinti di Giuseppe Biasi e la residenza medioevale attribuita a Nino Visconti, giudice di Gallura e amico di Dante, citato nell’VIII canto del Purgatorio. Piazza Faber è intitolata a Fabrizio De André, con un’installazione progettata in collaborazione con Renzo Piano. Al cantautore, che visse a lungo nella tenuta dell’Agnata, è dedicato l’evento Incontri. A metà luglio c’è l’incontro internazionale del folklore: Tempio vanta un elegante e pregiato abito tradizionale femminile. Sullo scenario del Limbara si affacciano le fonti di Rinaggiu, note da epoca romana per proprietà terapeutiche, e il parco delle Rimembranze dove ogni leccio simboleggia un tempiese caduto nella Grande Guerra. Le prime attestazioni umane sono neolitiche, gli insediamenti più frequenti nuragici: restano il villaggio di monte Lu Finocchiu, tombe di Giganti e una decina di nuraghi, tra cui Majori e Izzana, forse il più grande della Gallura.