Al ‘padre’ dell’archeologia sarda Giovanni Lilliu sembravano “rottami di giganti divelti da un dio vendicatore dalle guglie dei monti sovrastanti e rotolati al piano dove giacciono distesi da millenni”. In effetti, gli affioramenti granitici che popolano la piana dei Grandi Sassi, nella località Li Parisi, al confine del territorio di Aggius con quello di Trinità d’Agultu e Vignola, danno l’impressione di essere finiti lì non si sa come, disseminati in maniera disordinata per tutta la valle. Al cospetto del pianoro, capirai l’origine del suo secondo nome, ‘valle della luna’, da non confondersi con l’omonima piana accanto al mare dove si apre Cala Grande, a Santa Teresa Gallura. Le candide rocce hanno forme morbide e ondulate, grazie all’erosione di pioggia e vento, e regalano l’effetto di un paesaggio lunare.

Alcuni ammassi presentano singolari fattezze antropomorfe: sia ammirando la piana dal ‘belvedere’ della panoramica provinciale 74, sia addentrerandoti nella conca, ti divertirai ad associare le forme dei sassi ad animali o a figure come un frate incappucciato o una testa Moai. La vista sarà ancora più emozionante al tramonto, quando i raggi del sole creano particolari giochi di luce riflettendosi tra i graniti. Alcune rocce, inoltre, presentano anfratti e cavità naturali, dette ‘tafoni’, da sempre usati dalle genti del luogo come riparo. Grazie alla particolarità del suo paesaggio, la piana è comparsa in diversi spot pubblicitari e film, tra i quali ‘Il principe libero’ (2018), basato sulla vita del grande cantautore Fabrizio de André.

La conca dove si estende la valle è attraversata da numerose strade e sentieri, alcune asfaltate e percorribili in auto, mentre quelle che passano accanto agli agglomerati rocciosi sono sterrate e adatte a escursioni di trekking, in mountain bike e a cavallo, che ti permetteranno di osservare – oltre ai graniti – anche la vegetazione che comprende querce da sughero, lecci e profumati corbezzoli. La valle dei Grandi Sassi regala anche altre sorprese: nel suo cuore potrai visitare uno dei più importanti e meglio conservati edifici nuragici in Gallura, nonché probabilmente la struttura più grande risalente all’età del Bronzo: il nuraghe Izzana. È di tipo misto, con caratteristiche dei nuraghi ‘a corridoio’ e a tholos, e presenta due ingressi e una serie di cunicoli e corridoi che lo rendono simile a un labirinto. Le sue particolarità sono dovute al succedersi di varie fasi costruttive. Non mancare poi la visita al borgo di Aggius, sul quale sventola la Bandiera Arancione del Touring Club. Tra viuzze e case in granito spiccano due spazi espositivi: il museo etnografico Olivia Carta Cannas e il museo del Banditismo, un unicum nell’Isola.