Si arrampica a 500 metri sulle pendici del monte San Lorenzo, altopiano nel cuore dell’Anglona, territorio del quale è stato ‘capoluogo’ medioevale, in un’area dalla straordinaria concentrazione di eredità preistoriche. Nulvi è un borgo montano e agropastorale dalle origini antichissime, popolato da quasi tremila abitanti e distante venti chilometri da Castelsardo e 25 da Sassari, dove produzione di formaggi e di ottimi vini sono la risorsa principale. È la città dei nuraghi, il Comune con maggiore densità di nuraghi rispetto all’estensione territoriale: ne sono individuabili circa 80, tra cui spiccano il nuraghe quadrilobato Alvu, costruito in pietre bianche squadrate, con attorno numerose basi di capanne; il nuraghe Orria insieme alla tomba di Giganti del monte omonimo; e il complesso di Irru, che comprende un nuraghe e interessante tempio a pozzo in pietra calcarea (X-VII a.C.), lungo sedici metri e largo sette, dove si distinguono tholos, vestibolo e due atri. La camera del pozzo circolare è profonda quattro metri e mezzo.

L’isolamento ha mantenuto integri usi e costumi antichi, dai candelieri e ai riti della Settimana Santa. Le tradizioni culturali nascono nell’XI secolo influenzate dagli ordini religiosi. A testimoniarlo le otto chiese aperte al culto nel solo abitato e due complessi monastici. Spicca, per antichità e ornamenti, la trecentesca chiesa dell’Assunta, parrocchiale dal 1605. La patrona è celebrata a Ferragosto con una delle processioni più antiche dell’Isola: enormi candelieri (del peso di nove quintali e alti otto metri), i Tre Giganti, in rappresentanza dei gremi di agricoltori, artigiani e pastori, sono portati per le vie con solennità e sofferenza per onorare il voto alla Madonna fatto durante la peste del XIII secolo (in età pisana). Li accompagnano colori, passione, e calore della folla. Nel corso dell’anno gli enormi ceri sono custoditi nella chiesa di san Filippo Neri. Attigua alla parrocchiale è Nostra Signora del Rosario (1630), impreziosita dall’altare di sos paladinos. All’interno della sua sagrestia è ospitato il museo diocesano della Vergine Assunta, che documenta la storia religiosa nulvese con arredi sacri, dipinti manieristi, argenteria, gioielli in oro, statue del XVII-XVIII secolo ed ex-voto. Il pezzo forte sono le vesti sacre in tessuti e metalli preziosi. Da segnalare anche Santa Croce, dove è conservato il simulacro del Cristo usato per i riti de s’Iscravamentu e de s’Incontru, la Madonna del Rimedio, i cui suggestivi festeggiamenti sono a inizio luglio con processione in abiti tradizionali (originali ottocenteschi), e la chiesa di san Giovanni, fondata nel 1100 e ricostruita interamente nel XVII secolo dai francescani, che poi si trasferirono al convento di santa Tecla, complesso settecentesco, luogo ‘di miracoli’, insignito della Porta santa. Altro monastero è San Bonaventura dove vissero i frati minori. Tanti anche i santuari campestri, in particolare Nostra Signora di monte Alma.