Secondo alcuni studiosi Girasole corrisponderebbe all’antica Sulci Tirrenica. Fin dai tempi dell’imperatore Caracalla se ne parla come stazione dell’orientale sarda e il geografo Tolomeo (II secolo d.C.) definì sulcitani i suoi abitanti. Indagini archeologiche confermano che Girasole sarebbe nato quasi tremila anni fa: sono venuti alla luce resti di costruzioni della stessa tipologia edilizia degli edifici punici di Sant’Antioco (la Sulci occidentale), databili IV-III sec a. C., preceduti da strutture fenicie più arcaiche. Numerosi reperti, rinvenuti durante la bonifica del vicino stagno di Tortolì, dove sorgeva l’antico porto, ne hanno dato ulteriore conferma. Fenici e cartaginesi fecero dell’antica Sulci fondamentale scalo nelle rotte verso la Penisola. Lo sviluppo proseguì in epoca romana, avamposto cruciale nei traffici commerciali mediterranei. Nel XII secolo fu chiamato Gelisoi, forma che si trasformò col tempo sino al nome attuale. In dialetto continua a essere Gelisui, unico paese dell’Ogliastra, oggi di circa mille e 300 abitanti, che sorge (mai termine più azzeccato) da tremila anni nello stesso sito. È separato da Lotzorai dal rio Girasole e dista appena un chilometro dal mare. La spiaggia di sabbia chiara di Isula Manna è immersa nel verde di una pineta e si affaccia su acque dalle tonalità azzurre cangianti. Accanto lo stagno, nell’Antichità porto, oggi habitat di numerose specie di volatili, attrazione per amanti della natura e del birdwatching.

Delle sei chiese antiche di Girasole rimane oggi la parrocchiale di nostra Signora di Monserrato. Il suo primo impianto è gotico-catalano, poi fu ricostruita tra XVI e XVII secolo con forme sobrie. Il restauro del 2014 ha portato alla luce affreschi del XVIII secolo. Le celebrazioni in onore della patrona, con sfilata di abiti tradizionali e cavalieri, sono a inizio settembre. Mentre Sant’Antioco si festeggia due settimane dopo Pasqua. A metà gennaio si accendono i fuochi di sant’Antonio abate. Ad aprile, nell’ambito di Primavera in Ogliastra, va in scena Pratzas de Gelisuli: si aprono le case e si rievocano antichi saperi e sapori: ammirerai arte manifatturiera, espressioni culturali e folcloristiche e specialità enogastronomiche. In tema di prelibatezze, a luglio non perderti la sagra de is culurgionis, piatto tipico ogliastrino: pasta fresca chiusa ‘a spiga’, ripiena di patate, menta e pecorino. Ad agosto, infine, c’è il festival internazionale del folklore, con gruppi folk locali e provenienti da Africa, Asia, Est Europa e Sud America.