Sorge fra due fiumi, al centro di un ‘anfiteatro’ formato dal massiccio del monte Oro. Lotzorai è centro agricolo e turistico della parte nord-orientale dell’Ogliastra, popolato da oltre duemila abitanti. La struttura urbanistica è tipica dei paesi a economia rurale: grandi case con ampi cortili. Le strade strette del centro storico si intrecciano ripetutamente con scenari suggestivi. Attorno al paese, coltivazioni di ortaggi, agrumeti, uliveti e vigneti, mentre lungo i sette chilometri di litorale ci sono tante strutture ricettive e ristorative, che accolgono amanti del mare e della natura e da appassionati di free climbing, trekking e cicloturismo. La costa parte dalla frazione turistica di Tancau e passa per le spiagge di Pollu, Lido delle Rose, Iscrixedda e Isula Manna. Davanti alla spiaggia cittadina, a circa un miglio a est dalla costa, c’è l’isolotto d’Ogliastra. In realtà, è un piccolo arcipelago di tre isolette di granito rosa e porfido rosso, tipici del mare ogliastrino. L’isolotto maggiore è ricoperto di vegetazione e abitato da cormorani, gabbiani reali e corsi. Un tempo era leggendario riparo durante la navigazione, oggi è meta di gite. Lo potrai visitare in canoa o in pedalò nelle giornate più calme o con imbarcazioni partendo da Arbatax o Santa Maria Navarrese. Sulla vetta, a circa 50 metri, è stata issata la statua della Madonna dell’Ogliastra, opera dello scultore Pinuccio Sciola, divenuta tappa di fedeli: a fine luglio vi si celebra la festa della Madonna regina della pace con una processione a bordo di barche. Alle spalle della costa affiorano stagni e lagune: il parco fluviale del fiume Pramaera, lo stagno di Pollu e la Paùle di Iscrixedda, confine meridionale di Lotzorai con Tortolì.

Il villaggio originario è medioevale: apparteneva alla curatoria d’Ogliastra, nel giudicato di Càlari. A quei tempi risale il castello della Medusa, in cima a una collina all’ingresso del paese, costruito forse nel XIII secolo sui resti di una costruzione fenicio-punica. La fortezza cela oscure origini e misteri, mentre è certo che il territorio fu frequentato sin dalla preistoria: a testimoniarlo la necropoli con circa venti domus de Janas di Funde ‘e Monti, scavate nella roccia (2700-1800 a.C.). Interessanti anche le domus scavate nel granito di su Tancau-sa Murta, i reperti di epoca prenuragica del bosco di su Padentinu e, soprattutto, il nuraghe Orzudeni. L’edificio di culto più importante è al centro del paese: la parrocchiale di sant’Elena, celebrata a fine agosto.