Per alcuni è un monumento ‘anacronistico’, fuori dal suo tempo: il più antico tempio a megaron attualmente conosciuto in Sardegna sembrerebbe ‘anticipare’ di diversi secoli tutti gli altri. Il misterioso tempio di Malchittu sorge a poco più di due chilometri da Arzachena e rappresenta l’unico edificio religioso di età nuragica finora indagato nel suo territorio. Un’ulteriore particolarità è il fatto che il tempio si è conservato in ottime condizioni: mancano, infatti, soltanto la copertura - che doveva essere in legno a doppio spiovente con trave centrale di sostegno – e il rivestimento del pavimento, originariamente in acciottolato.

La struttura è a pianta sub-rettangolare, con parte terminale absidata, costituita da vestibolo e camera. Come consuetudine nei templi in antis, le pareti del vestibolo sono ricavate dal prolungamento in avanti delle pareti laterali. Sul lato di fondo si apre l’ingresso alla camera, dotato di architrave e finestrino di scarico. Il vano principale è rettangolare, lungo circa 8 metri. Noterai che la parete destra della camera presenta un andamento leggermente curvilineo, dovendosi adattare alla presenza di un affioramento roccioso. La stessa parete ospita anche i sedili, sui quali trovavano posto le persone ammesse ad assistere ai rituali. Nel muro opposto all’ingresso si trova un bancone, dove probabilmente venivano deposte le offerte. Nelle pareti sono state ricavate anche due nicchiette, mentre al centro della camera osserverai il focolare rituale, delimitato da lastre tenute assieme da malta di fango.

L’edificio, costruito con pietre di medie e grandi dimensioni appena sbozzate, è stato datato al Bronzo medio (XVI-XIV secolo a.C.), per via della tipologia di materiali ceramici rinvenuti nella camera principale. Tale collocazione non coincide con quella degli altri templi a megaron conosciuti nell’Isola, generalmente inquadrati tra XII e IX secolo a.C.: il fatto ne acuisce l’alone di mistero. Nei pressi del tempio troverai anche le tracce di un nuraghe quasi completamente crollato, di una capanna circolare con diametro di circa sei metri e di sepolture ricavate in tafoni, cavità ‘scavate’ nella roccia dagli agenti atmosferici.

Proseguirai il tour archeologico di Arzachena visitando il vicino nuraghe Albucciu, del tipo ‘a corridoio’, immerso in un boschetto di olivastri, e la tomba di Giganti Moru, l’unica a filari presente nel territorio. Dalla cultura all’ambiente e al divertimento: le emozioni proseguono in Costa Smeralda, la località simbolo del turismo d’élite. Imperdibili Porto Cervo e le spiagge incontaminate di Romazzino, Cala di Volpe, Liscia di Vacca e Liscia Ruja.