Il suo profilo ricorda un panettone, in realtà è il monolite di granito più grande della Sardegna. Monte Pulchiana spicca su un altopiano nel territorio di Tempio Pausania, anche se il centro più vicino è il borgo di Aggius. È un inselberg, cioè un rilievo granitico, compatto e isolato, a forma di cupola; si è originato dal disfacimento della roccia, derivante dal processo chimico di idrolisi, quindi per azione dell’acqua. Rappresenta un unicum nell’Isola sia per le dimensioni, sia per il paesaggio in cui è immerso: un vero e proprio giardino di granito, con tafoni, tor e agglomerati di blocchi rocciosi. Non a caso è stato dichiarato monumento naturale dalla Regione Sardegna nel 1994. Noterai la particolarità del suo colore, con sfumature rosa e giallastre, dovute all’ossidazione. La parete est del rilievo è attraversata in diagonale da una vena di quarzite ed è particolarmente apprezzata da esperti e appassionati di climbing. Contiene l’unica via in Gallura dotata di spit e una delle rarissime in Sardegna aperte su pareti di granito.

Dalla sommità, a 673 metri di altitudine, la tua vista si allargherà su tutta l’alta Gallura, sui colli e gli abitati di Luras, Calangianus e Tempio, fino al massiccio del Limbara. Ai suoi piedi, nell’altopiano di Lu Parisi, si estendono manti di macchia mediterranea, cisti e sugherete, attraversati da piacevoli percorsi di trekking. Osserverai anche ginepri e asfodeli, oltre ad alcuni endemismi, come la ginestra di Corsica. La fauna comprende volpi, lepri e martore, e attorno alla cima volteggiano corvi imperiali, poiane, barbagianni ed esemplari di pernice sarda. Un’altra imperdibile particolarità, a pochi passi dal Pulchiana, è l’edificio in pietra detto anche la ‘casa dei puffi’. In realtà, il suo vero nome è Conca Fraicata: è un piccolo rifugio ricavato dentro una cavità rocciosa. Al suo cospetto, tra rocce e vegetazione, ti sembrerà di trovarti in un film fantasy.

L’area è disseminata di testimonianze archeologiche: diversi tafoni, noti come le ‘conche di Pulchiana’, erano usati in epoca preistorica come sepolture. In alcuni casi noterai tracce di muretti a secco costruiti per chiudere le tombe. Nei paraggi vi sono, inoltre, resti di nuraghi a corridoio e di domus de Janas. Dirigendoti a ovest potrai esplorare la piana dei Grandi Sassi – nota anche come ‘valle della Luna’ -, è un paesaggio incontaminato in una conca delimitata da una ‘cornice’ di creste granitiche, con rocce dalle forme bizzarre. Nel cuore della valle è stato eretto il nuraghe Izzana, forse il più grande edificio gallurese risalente all’età del Bronzo.