‘Poglina’, che deriva da poddine, cioè ‘farina’, come la sua sabbia impalpabile; ‘Corallo’ per la lucentezza della distesa sabbiosa; ‘della Speranza’, dalla località in cui si trova, che a sua volta prende nome dalla chiesetta di Nostra Signora della Speranza. Sono i tre nomi con i quali è nota la spiaggia, gioiello del litorale di Villanova Monteleone, storico borgo che sorge nell’entroterra algherese, a 16 chilometri dal mare e ‘amministra’ un tratto costiero di 14 chilometri. La raggiungerai lungo la provinciale 49 verso Bosa, otto chilometri a sud di Alghero, oppure dalla nuova provinciale da Villanova verso la costa. Troverai un’ampia distesa di circa mezzo chilometro di sabbia chiara e sottile, che si immerge in un mare dai toni azzurri accesi, abbastanza riparato ma spesso mosso dal maestrale che lo rende ambito da appassionati di windsurf e surf. La pendenza della sabbia è leggera e continua anche in acqua: il fondale è basso e sabbioso, inframmezzato da rocce affioranti. In spiaggia è presente un punto ristoro e noleggio attrezzature balneari. Il parcheggio è adatto anche alla sosta dei camper. A nord si erge l’antica torre di Poglina, eretta durante la dominazione spagnola, da cui si osserva uno splendido panorama: alle spalle della distesa sabbiosa vedrai una fitta e colorata macchia mediterranea.

Poglina è la marina di Villanova, uno dei pochi tratti sabbiosi, insieme alla spiaggia sa Murena (al confine con Bosa), in mezzo a coste alte (sino a 500 metri) e frastagliate, da cui scendono ripidi torrenti che formano la cascata di s’istrampu de su Segnore. Il territorio villanovese è dominato dal monte Minerva, spettacolare bastione di origine vulcanica con sommità piatta, coperto da una foresta. Il borgo, vicino al quale si distende anche il lago del Temo, è rinomato per arte tessile e dell’intreccio. Al centro visiterai la cinquecentesca parrocchiale di san Leonardo da Limoges, rifatta in forme neo-gotiche nel 1789, e il museo etnografico sa Domo Manna. Altri luoghi di culto sono la seicentesca chiesa della Madonna del Rosario e, a tre chilometri dall’abitato, Nostra Signora di Interriors, dove si svolgono le feste in onore della Natività della Vergine (8 settembre) e di san Giovanni battista, a fine agosto. Le maggiori eredità preistoriche sono la necropoli a domus de Janas di Puttu Codinu e il parco archeologico che racchiude il nuraghe trilobato Appiu, un villaggio di circa duecento capanne, un altro nuraghe monotorre, una tomba di Giganti con due dolmen, un circolo megalitico e un tempio a megaron.