Un’immersione nel mare di Alghero alla scoperta di una delle sue principali risorse, nonché suo simbolo identitario, a cui deve parte di fama e ricchezza: il corallium rubrum. È ciò proverai nella tua visita al museo del Corallo, ospitato nella bellissima villa Costantino, in stile Liberty, che prende nome dalla famiglia che la fece erigere nel 1927 fuori dalle mura cittadine, in prossimità dei bastioni successivamente demoliti. Tutta la sua esposizione è incentrata sul prezioso ‘oro rosso’.

La mostra, dopo il restyling e il rinnovo degli allestimenti nel corso del 2016, delinea con la sua unicità rappresentativa un percorso alla scoperta di storia, cultura e identità di Alghero attraverso aspetti storici, scientifici ed economici e curiosità attorno al pregiato materiale. E, soprattutto, ti farà conoscere le opere d’arte che gli artigiani algheresi hanno creato (e creano) col corallo.

Un affascinante viaggio nell’ecosistema marino di quella che non a caso è definita Riviera del Corallo, circa 90 chilometri di costa con un’infinita varietà di paesaggi, e nella storia di questo prezioso organismo vivente. La pesca del corallo è attestata da preistoria e protostoria: sin da allora il corallo è stato usato per scopi di culto, in connessione con il sangue, quindi con la vita. Nel corso dei secoli è diventata sempre più una risorsa economica, oggi preservata e tutelata anche in siti speciali all’interno dell’area marina protetta di Capo Caccia, all’interno del parco regionale di Porto Conte.

Il museo del Corallo rappresenta per Alghero uno dei cardini di un articolato sistema di presidi culturali denominato ‘Musei Alghero’, che ne comprende altri tre (Archeologico, Diocesano d’Arte Sacra e Casa Manno) e tanti siti archeologici e culturali.