È immerso nelle foreste del Mandrolisai, la più occidentale delle Barbagie. Ortueri è un borgo di più di mille abitanti di origine medievale, segnato profondamente da evidenti tracce della civiltà romana disseminate nel territorio, tra cui la necropoli di Pedra Litterada e i sarcofagi con iscrizioni dedicate agli dei Mani di Prani e Laccos. Non a caso, il villaggio antenato dell’odierno paese sorse tra le località di Travi e Alas Ruinas, ex colonia romana. Oggi le vecchie case del centro abitato si arroccano fittamente a ridosso della collina sa Serra, disposte intorno all’antica parrocchiale di san Nicolò. La chiesa, costruita fra XVIII e XIX secolo, presenta un maestoso campanile alto 38 metri. Il patrono è celebrato a inizio dicembre con processione, balli e cori tradizionali e l’offerta del dolce tipico s’angule. Altre feste religiose, legate al ciclo produttivo della terra, sono a fine maggio in onore di san Nicola di Bari e a settembre, l’8 per santa Maria, nell’omonimo santuario campestre, e il 18 per la Madonna addolorata.

Attorno sgorgano sorgenti e verdeggiano vigneti, lecci e sugherete: la fama di Ortueri è legata a manufatti in sughero e alla tessitura dell’orbace, usato dalle abili mani degli artigiani locali per confezionare gli abiti tradizionali invernali. Per scoprire eccellenze manifatturiere ed enogastronomiche, due appuntamenti imperdibili: Magasinos Apertos, fra maggio e giugno, e la tappa di Autunno in Barbagia, a dicembre. Da associare a una passeggiata nei fitti boschi e nella macchia mediterranea del parco Mui Muscas, dove vivono ‘protetti’ circa 50 esemplari di asinello sardo. Di particolare interesse naturalistico è anche l’impervia punta di Pedrarba, su cui svetta la roccia sa Conca ‘e s’Isteddu.