Piccolo borgo del Barigadu, regione storica in provincia di Oristano, Ardauli sorge su una pianoro trachitico detto Culunzu Pertuntu, la ‘roccia bucata’, secondo una leggenda, usata dai marinai come ormeggio, quando il mare arrivava sino all’attuale vallata, bagnata dal rio Canale, sulla quale si affaccia il centro abitato. La profonda valle corre fino alle rive meridionali del lago Omodeo, caratterizzata da una vegetazione incontaminata e da numerose rocce modellate dagli agenti atmosferici: è habitat di molte specie animali: lepri, volpi, donnole, gatti selvatici, cervi, cinghiali e martore.

Il territorio di Ardauli, particolarmente fertile, mostra tracce di attività agricole svolte in passato: scoverai antichi mulini ad acqua, macine in pietra, spiazzi adibiti a lavorazione del grano e vasconi per la pigiatura dell’uva.

In paese, merita una visita la chiesa parrocchiale di santa Maria della Guardia, realizzata nei primi decenni del XVII secolo in stile gotico-catalano. La struttura, con un’unica aula mononavata, presenta quattro cappelle in ogni lato. La facciata, decorata con un grande rosone e affiancata da una torre campanaria realizzata intorno al Settecento, presenta elementi ‘classici’: portale d'ingresso e decorazioni. Anche all’interno si fondono vari stili: ne sono esempio le cornici dentellate di ispirazione rinascimentale e le semicolonne del presbiterio, di origine barocca. Non perderti anche la visita alla chiesetta campestre di san Quirico, affacciata sulle rive dell’Omodeo, a circa 400 metri di altitudine, realizzata intorno al 1100 e circondata da alcune cumbessias, tradizionali abitazioni appartenenti alle famiglie del paese e adibite a ospitarle durante la festa del santo, che richiamano una tradizione originaria addirittura dell’età nuragica.