Gigantesche rocce modellate dal vento circondano e danno riparo a un luogo di quiete e silenzio, da sempre meta di fedeli alla ricerca di intense esperienze di spiritualità. A meno di mezz’ora d’auto dalle splendide coste nord-orientali dell’Isola, ma lontano dalla loro animazione frenetica, c’è una piccola chiesetta immersa tra graniti e macchia mediterranea, perfetto esempio di semplicità francescana. Il santuario si trova a sud di Luogosanto, poco distante dall’abitato: grazie alla sua posizione domina una vista panoramica sulle bocche di Bonifacio. La sua (quasi) millenaria storia è avvolta da racconti popolari legati ai due protagonisti dell’origine di un luogo misterioso e austero. L’Eremo di san Trano deve il nome ai due santi anacoreti Nicola e Trano, vissuti tra IV e V secolo, che scelsero questa dimora, lontana da agi e vizi, per vivere in pieno la loro fede. La costruzione del santuario risale al XIII secolo, ad essa si lega indissolubilmente una leggenda attorno ai due frati. Si narra che nel 1227 i corpi dei due santi furono ritrovati da due frati francescani, guidati dall’apparizione della Madonna, che durante un pellegrinaggio indicò loro il posto in cui Trano e Nicola avevano sempre vissuto e li indusse la costruzione della chiesetta.

L’edificio rupestre sorge attorno a una grotta granitica dentro cui trovarono riparo i due santi eremiti. La cavità fu inglobata all’interno della struttura muraria e assunse funzione di abside naturale, quasi ‘a protezione’ dell’altare, ottenuto da un blocco di granito, anch’esso ‘plasmato’ dalla natura. Anche il resto della costruzione è semplice, in nome della regola francescana. L’interno è a navata unica con pochi banchi e pavimentazione costituita da lastre granitiche. La copertura è a doppio spiovente con all’interno travi in legno a vista, ricoperte da canne e protette da tegole. Dietro l’altare e sotto l’antica grotta, ammirerai le statue dei santi Nicola e Trano, celebrati a inizio giugno con processione serale e grande banchetto il giorno dopo. L’eremo è una meta di spicco tra le tante che attirano pellegrini a Luogosanto, ‘borgo sacro’, in cui sorgono ben 22 santuari. Lo stesso centro abitato deve la nascita all’arrivo dei francescani, che vi costruirono un convento. Oggi ristrutturato, ospita il Museum della natività della beata Vergine Maria, che espone gli ex voto donati nei secoli alla Madonna bambina a cui è dedicata Nostra Signora di Luogosanto. La basilica ha ricevuto nel XVIII secolo il privilegio della porta santa, che dagli anni ’70 del XX secolo è una porta bronzea, opera di Luca Luchetti, che viene aperta ai pellegrini ogni sette anni per un intero anno.