I sistemi montuosi della Sardegna, così come quelli della vicina Corsica, non costituisco la prosecuzione di quelli italiani, bensì delle Alpi Marittime francesi. In realtà, però, la Sardegna non possiede vere e proprie catene montuose e anche quelle che sembrano tali sono in effetti allineamenti di antiche fosse. Tra questi ci sono la catena del Marghine e quella del Goceano, che si dispongono in successione come un unico allineamento da ovest a est nella zona centro-settentrionale dell'Isola. Sono numerosi i comuni interessati dal sistema montuoso del Marghine, che si estende per una superficie piuttosto ampia. Bolotana, Borore, Bortigali, Dualchi, Lei, Noragugume e Silanus sono i paesi nel cui territorio ricade la catena del Margine, insieme a Macomer, cittadina che si configura come piccolo capoluogo di questa regione. Il Marghine, che ha la sua vetta più elevata in Punta Palai (1200 m) in territorio di Bolotana, è in realtà il bordo di un altopiano, culminante in una serie di rilievi trachitici dalla caratteristica forma di torre. È un territorio dalle grandi valenze naturalistiche, con punti di estremo interesse come i boschi di roverelle o le sorgenti che contraddistinguono il Monte Santu Padre (1120 m) nel territorio di Bortigali o il rilievo vulcanico del Monte S. Antonio di Macomer (m 808), dai quali si gode una vista spettacolare sulla Planargia, sul Montiferru, sul Gennargentu, ma nelle giornate più terse anche fino al Campidano. L'oronimo è probabilmente collegato alla funzione strategica che queste alture rivestirono sin dall'epoca punica (Macomer è un residuo linguistico di origine semitica) e poi maggiormente in epoca romana, quando l'area del Marghine si configurò come limite tra le zone maggiormente romanizzate e quelle in cui la penetrazione dei nuovi conquistatori incontrò un maggior numero di ostacoli. Questa è l'area che, insieme al Goceano, presenta la maggiore concentrazione in Sardegna di monumenti preistorici e protostorici, probabilmente per più di un motivo. Indubbiamente il moltiplicarsi delle ricerche, unito alla posizione di alcuni siti lontano dalle moderne arterie di traffico e dalle aree più urbanizzate, ha portato all'individuazione di un gran numero di monumenti in buono stato di conservazione. Nel territorio di Macomer è imperdibile l'area archeologica di Tamuli, con un nuraghe, tre tombe di giganti e sei menhir conici, dei quali i tre più grandi (altezza m 1,24/1,40) mostrano due bozze mammillari. Di grande importanza per la storia della Sardegna è poi anche la necropoli a domus de janas di Filigosa, dalla quale prende il nome la cultura eneolitica di Abealzu-Filigosa. Presso Birori sono di grande interesse le tombe di giganti di Palatu e di Lassia. A Bolotana si può visitare un piccolo ma affascinante parco, in località Badde 'e Salighes, realizzato alla fine del 1800 dall'ingegnere inglese delle costruende ferrovie sarde Benjamin Piercy, il quale intorno alla propria villa in stile Liberty (anch'essa ricompresa nel perimetro del parco) fece piantare un gran numero di piante ed alberi autoctoni ed esotici, dando vita ad un giardino ancor oggi di rilevante interesse botanico.