Un paese “aggrappato con precipitosa pendenza sul costone calcareo di monte Santo - come scrisse lo storico Vittorio Angius - isolato nell’isolata Ogliastra”. La posizione panoramica, a dominio della vallata sottostante, rende più credibile il racconto popolare sulla sua fondazione: un capraro diede vita a Baunei sul rilievo roccioso, a quasi 500 metri d’altezza, per sfuggire al tentativo di invasione araba, nel 1015. Al centro del ‘ripido’ paese, oggi popolato da tremila e 600 abitanti, spicca la parrocchiale di san Nicola di Bari, il cui impianto seicentesco è stato rimaneggiato nel XX secolo. Attorno all’abitato si estende il Supramonte di Baunei, patria dell’escursionismo, con sentieri di trekking, che vanno dalla montagna al mare, e pareti verticali paradiso dell’arrampicata sportiva. In particolare lungo il canalone che conduce al monumento naturale Pedra Longa, un pinnacolo aguzzo, alto 128 metri, a strapiombo sul mare. Otto chilometri di spettacolari tornanti ti accompagneranno dall’abitato nel cuore dell’ampio e silenzioso altopiano del Golgo, ricoperto da una colata di lava basaltica scura, risaltante nel contesto biancastro delle circostanti rocce calcaree. Da lassù, a quota 630 metri, godrai di una vista mozzafiato, dal Gennargentu al golfo di Orosei. Qui è stata attrezzata una rampa di lancio per il parapendio. L’altopiano è famoso per su Sterru, altro monumento naturale, la voragine carsica a campata unica più profonda d’Europa. L’abisso (-270 metri) è denso di misteriose leggende: si diceva fosse tana di un serpente, la cui minaccia fu sventata con la costruzione della vicina chiesa di san Pietro, celebrato a fine giugno, insieme alla sagra della carne di capra.

Falesie e bastioni calcarei a strapiombo su acque profonde dalle tonalità cangianti, interrotti qua e là da cale di ciottolini e solcati da codule e canyon che arrivano fino al mare formando spiagge di sabbia morbida e bianca. Ecco i tratti distintivi del litorale di Baunei, 40 chilometri lungo la parte meridionale del golfo, uno dei tratti più selvaggi e suggestivi del Mediterraneo. Sulla costa si adagia la frazione di Santa Maria Navarrese, di fronte all’isolotto d’Ogliastra. Una leggenda lega frazione costiera a una principessa spagnola, cacciata o fuggita dalla Navarra: la giovane nel 1052 trovò riparo da una tempesta in una baia, dove, all’ombra di millenari olivastri, come ringraziamento per lo scampato pericolo, fece costruire una chiesetta bianca. Attorno sorse il paesino incantato sul mare, oggi uno dei centri turistici più amati della costa orientale. Dal suo moderno porto raggiungerai le spiagge-simbolo ogliastrine. Le acque trasparenti e turchesi di Cala Goloritzè, monumento nazionale, sgorgano da sorgenti sottomarine, tra rocce di marmo modellate dal tempo e lussureggiante vegetazione. Sormontata da una grandiosa guglia, è patria di appassionati di climbing. Potrai raggiungere Cala Biriola anche attraverso un lungo trekking: si dischiude alla fine di un bosco di lecci e ginepri. Se scegli barca o gommone, prima di arrivarci immergiti nelle piscine di Venere. Cala Mariolu e la sua ‘sorella minore’ Cala dei Gabbiani, protette da una falesia di 500 metri, colpiscono per le tonalità blu, verde smeraldo e azzurre del mare e per i sassolini tondi, bianchi e rosa, misti alla sabbia, simili a fiocchi di neve. Cala Sisine compare alla fine di un antico letto di fiume ricoperto da alberi secolari: una delle località di mare più belle ha un singolare aspetto di montagna. Infine lo scenario da film di Cala Luna – a metà col territorio di Dorgali – dai suoi crateri calcarei sembra di vedere il mare racchiuso in un’ampolla. Il Supramonte cela anche un mondo sotterraneo segnato dal lavorio paziente dell’acqua, profonde gallerie con curiose stalattiti e stalagmiti si affacciano con aperture sul mare. Luoghi fermi a 800 mila anni fa, come la grotta del Fico e un altro prodigio della natura, la grotta del Miracolo. Dentro capirai il motivo del nome. Lo splendido patrimonio naturalistico è habitat di specie rare e museo archeologico a cielo aperto. A Cala Luna, nella grotta su Marinaiu, sono state trovate tracce dei primi insediamenti risalenti all’Eneolitico. Le testimonianze più significative sono della civiltà nuragica, specie negli altopiani di Margine e di Golgo, dove sono stati ritrovati famosi bronzetti, esposti nel museo archeologico di Cagliari.