Sorge ai piedi del monte Uda, ‘polmone verde’ al centro di una piana cerealicola, sulla cui sommità c’è un rigoglioso parco comunale, meta di escursioni e pellegrinaggi (forse in origine c’era una chiesa). Il territorio di Barrali, centro agropastorale del sud Sardegna, di chiare origini medievali e popolato oggi da oltre mille abitanti, occupa una zona collinare di confine tra Campidano, Gerrei e Trexenta. Il paese, circondato da piccoli e rigogliosi rilievi, coltivati a orti, frutteti uliveti e vigne, si adagia sulle rive del riu Mannu. Dai campi arrivano un ottimo olio extravergine, pesche, arance, mele, uva e produzioni vitivinicole di grande pregio, come i vini nuragus e monica. Barrali ti sorprenderà anche per altre specialità: dal grano duro ecco i pani tradizionali cotti in circa quaranta forni a legna e dai salubri pascoli barralesi derivano eccellenti carni e formaggi pecorini e caprini, derivanti.

L’ipotesi più probabile sull’origine del toponimo è da ricondurre a barralis, ossia ‘pergolato’: molti vigneti intorno sono ‘a pergolato’. La presenza umana è documentata a partire dall’età nuragica, come confermano una torre di avvistamento sul monte Uda, un’altra, la più importnate, nella strada per Donori, chiamata sa Domu e s’Orcu, e i ruderi di su Mausoleu. Poco distanti dall’abitato si trovano le rovine dell’antico centro medievale di Natali.

All’interno del paese l’edificio di maggior interesse è la parrocchiale di santa Lucia, che molti fanno risalire ai primi del XIX secolo. Dell’impianto originario però rimangono pochi elementi. La santa, patrona del paese, viene festeggiata due volte nel corso dell’anno. Nella prima domenica di luglio, il suo simulacro è portato in processione per le vie del paese e i fedeli lo seguono con intensa devozione, accompagnati da gruppi folk e suonatori di launeddas. La seconda festa è a metà dicembre con celebrazioni prevalentemente religiose.