Si adagia tra due corsi d’acqua sul pendio del monte Zurru. Donori è un paese di poco più di duemila abitanti della regione storica del Parteolla, ai confini col Campidano meridionale. Un tempo fu centro minerario, come attestano i resti delle attività nell’ex miniera Monteponi, oggi, grazie alla fertilità del circostante territorio collinare, è forte la sua vocazione agricola e pastorale: si coltivano cereali, oliveti e vigneti, tra cui quelli di cannonau e bovale, ed è rinomata la sua produzione casearia. La tradizione agropastorale è testimoniata nel centro abitato dall’ex monte granatico, oggi usato per mostre ed esposizioni. Non a caso, l’area fu abitata sin dall’età del Bronzo, come testimoniano in particolare i nuraghi sa Domu e s’Orcu mannu e Guntuxius. Ci sono poi tracce del dominio romano: resti di necropoli e di una villa. Nel Medioevo, sotto il giudicato di Cagliari, fu fondato il villaggio di Donori. Abbandonato nel corso del XV secolo, fu ripopolato a partire dal 1619.

Il centro storico è caratterizzato dalla bella chiesa parrocchiale di san Giorgio vescovo, edificata in forme gotico-catalane alla fine del XV secolo. Presenta tre navate, cappelle affrescate e sculture bizantine incastonate nel campanile. La festa in onore del patrono è la penultima settimana d’aprile: il suo simulacro viene portato in processione per le vie del paese, accompagnato da canti in sardo. Nelle vicinanze dell’abitato si trova la chiesa campestre di santa Maria de sa Defenza, circondata da oliveti e risalente al 1732: secondo leggenda, fu costruita da un bandito barbaricino che si nascondeva sul monte Zurru. La terza domenica di settembre si svolge la celebrazione più sentita dalla popolazione: il simulacro della Madonna della difesa viene portato nella chiesetta e il giorno dopo al tramonto ricondotto nella parrocchiale con sfilata di persone in costume donorese e delle traccas (carri addobbati).

Donori ha varie aree di interesse naturalistico: quella dell’ex miniera che si trova ai piedi del monte Andria, in località s’Ortu becciu (il vecchio orto) e quella de sa Rocca de is Piccionisi (la roccia dei piccioni), tra due piccoli rilievi, zona ricca di gole e natura incontaminata. Potrai vedere dall’alto lo splendido panorama lungo la statale per Sant’Andrea Frius.