Sorge ai piedi dell’altopiano trachitico e calcareo di su Sassu, da cui ammirerai la piana di Chilivani e il pittoresco paesaggio del lago Coghinas, da sempre protagonista nella vita del paese. Tula è un borgo di mille e 600 abitanti ai confini settentrionali del Campo di Ozieri, esattamente all’incrocio fra tre territori storici: Logudoro-Monteacuto, Anglona e Gallura. L’oasi del Coghinas, maggiore invaso del nord dell’Isola, è la grande attrazione. Natura e sport si mescolano: le rive sono coperte di macchia mediterranea e tamerici, nelle sue acque vivono trote, carpe, persici, tinche e anguille. Attorno, vallate punteggiate di boschi di lecci e sugherete che si perdono a vista d’occhio. È luogo ideale per appassionati di birdwatching, trekking e mountain bike. Per viverlo ‘da dentro’ con emozioni forti, ecco canoe e sci nautico. Sulle sponde, da non perdere, a inizio agosto, la sagra della carpa, occasione per degustare vari piatti di pesce. Avrai una meravigliosa vista sul lago anche dalla frazione di sa Sia - i cui 50 residenti parlano il gallurese rispetto al logudorese del paese - dove, a inizio XX secolo, è stata costruita la chiesa di san Pietro, in ricordo di quella omonima sommersa dopo la costruzione dell’invaso.

Il borgo, basato su attività agropastorali e artigianali, ha un caratteristico centro storico con casette in tufo e pietra locale e dimore alte e maestose con portali di legno intarsiato e rosoni in ferro battuto, testimoni dell’evoluzione storica del borgo. Le vie più antiche sono strette, quella principale lastricata in granito. Qui sorge la parrocchiale di sant’Elena imperatrice, che, costruita nel 1898 in stile romanico-pisano, custodisce il polittico della Trinità. Nella strada per Perfugas, si erge la chiesa romanica di Nostra Signora di Coros, costruita con conci di trachite rosa e grigia nella prima metà del XII secolo. Delle mura originarie, erette accanto a una tomba di Giganti e al nuraghe s’Arroccu, restano i filari più bassi dell’abside.

Le testimonianze più antiche del territorio risalgono al Neolitico, specie domus de Janas: in località Coloras ce n’è una a forma di fungo. Il sito più interessante è sa Mandra Manna, abitato senza soluzione di continuità da Neolitico a età bizantina: osserverai una muraglia megalitica, un dolmen, un nuraghe a corridoio e altre strutture. Durante l’epoca nuragica il territorio fu densamente abitato per l’invidiabile posizione strategica: vicino al lago sorgono i nuraghi Occultu, Mazzone, sa Pigalva e Mannu. Il ritrovamento di monete conferma la presenza dei romani, attratti dalle fertili terre. Nel Medioevo la villa di Tula fece parte del giudicato di Torres, poi a metà del XIII secolo, fu acquisita dai Doria. Le nozze tra Eleonora d’Arborea e Brancaleone Doria(1376), fecero sì che fosse annessa al giudicato d’Arborea.