Si distende in una fertile vallata solcata da due torrenti, sa Orta e sa Cariasa, ai piedi del monte Benazzosu, uno dei tipici e suggestivi crateri vulcanici del Meilogu, sub-regione del Logudoro, circondato da altri rilievi minori. Semestene è un piccolissimo e caratteristico borgo di origine medioevale di 160 abitanti, conosciuto per l’antica parrocchiale di san Giorgio e, ancor più, per la chiesa romanica di san Nicola di Trullas, che si erge a due chilometri e mezzo dal centro abitato, in aperta campagna, sull’altopiano di Campeda. Dove oggi sorge il santuario, in origine c’era una villa romana di età imperiale, forse nucleo di un importante avamposto. Su di essa, nell’alto Medioevo, furono costruiti un monastero e intorno un borgo (Truddas). Successivamente, certamente prima del 1113, fu eretta la chiesa, poi donata ai camaldolesi, che la annessero al monastero. È uno degli edifici più interessanti nel panorama romanico sardo: insieme alla purezza delle forme architettoniche della facciata, ammirerai gli affreschi che ne decorano l’interno, risalenti a inizio XIII secolo. La festa in onore del santo va in scena a inizio agosto con un’appassionante processione. Anche San Giorgio risale al XII secolo, poi ristrutturata nel XVII secolo: si erge al centro dell’abitato in posizione scenografica. L’impianto tardo-gotico è stato rivisitato nel tempo secondo stilemi di derivazione italiana e classicheggiante. La facciata è in stile tardo rinascimentale, semplice ma originale. Attorno alla parrocchiale si articola, con uno sviluppo quasi radiale, l’abitato di Semestene Nou, ‘nuovo’ per differenziarlo dall’antico borgo di Truddas. Potrai ammirare gli edifici di culto di Semestene nella tappa primaverile di Monumenti Aperti, insieme alle testimonianze archeologiche del suo territorio: fu abitato molto prima dell’occupazione romana, sin dalla preistoria, come testimoniano i resti di numerosi nuraghi.