Issato sulla sommità di un altopiano basaltico, Giave è un piccolo borgo di meno di 600 abitanti del Meilogu, sub-regione del Logudoro. Il suo territorio è delimitato da altipiano di Campeda a sud, Monteacuto a est e Sassarese a nord. I romani colonizzarono l’area creando qui la biforcazione della strada che univa Caralis a Turris da una parte e a Olbia dall’altra. Il centro storico conserva tratti di borgo tardo-medioevale: al centro spicca il campanile della parrocchiale di sant’Andrea, fondata nel XVI secolo e ristrutturata nel 1788, arricchita poi da un portale in bronzo. Atre chiese sono Santa Croce, dove ammirerai un antico altare in legno, San Sisto, in posizione panoramica, e dei santi Cosma e Damiano, meta di pellegrinaggio. Attraverso le pinnettas, tipiche capanne di pietra con copertura in legno a cono, rifugi dei pastori, potrai percorrere itinerari alla riscoperta della cultura pastorale.

Terra di vulcani spenti, l’insolito paesaggio attorno a Giave si distingue per il monumento naturale protetto dei crateri vulcanici del Meilogu, piccole alture di derivazione lavica, aguzze, arrotondate o tagliate da tavolati pianeggianti. Il monte Annaru-Pòddighe, nel territorio giavese, alto quasi 500 metri, è il più caratteristico di cinque crateri solitari: da esso è effusa la lava che ha dato origine all’ampio tavolato a nord-est del borgo, Campu Giavesu. È meta ideale per escursioni: sia in autunno e inverno quando nel cratere si forma un piccolo lago, sia nei mesi caldi quando scenderai nelle pareti all’interno del cratere . A sud del monte ammirerai lo spettacolo de sa Pedra Mendarza, antico condotto vulcanico, riaffiorato grazie all’erosione. Il monolite vulcanico raggiunge i 100 metri d’altezza e sulle sue pendici nidificano corvi e astori. Vicino al cratere, sarai a pochi passi dalla piana di Cabu Abbas, meglio nota come valle dei Nuraghi: una delle aree a più alta densità di domus de Janas e nuraghi. Ci rientra anche il territorio di Giave, intensamente abitato sin dalla preistoria. Il nuraghe Oes è senza dubbio la più famosa testimonianza, una delle più importanti della Sardegna. L’insolita architettura della torre principale, alta 11 metri e mezzo e con 16 metri di diametro, contiene un’unica camera a tholos suddivisa in tre ambienti da solai lignei. La torre è al centro di un vasto insediamento che include un bastione provvisto di due torri, un cortile, un’area sacra con temenos e tempietto a megaron e, intorno, un villaggio.