Si adagia dolcemente in pianura, dominato a oriente dal massiccio vulcanico monte Arci e affiancato a occidente dallo stagno Pauli Majori, a pochi minuti dalle incantevoli spiagge della penisola del Sinis. Palmas Arborea è un paese di quasi mille e 500 abitanti del Campidano di Oristano, da cui dista circa dieci chilometri, basato prevalentemente su allevamento e coltivazione di carciofi, agrumi e viti. Il paese ha origini medioevali: intorno al mille sorgevano tre piccoli borghi, Palmas Majori e Palmas de Ponti furono abbandonati già dal XV secolo, Villa de Palmas ha conservato continuità storica e ricade nell’attuale abitato. In origine il nome era solo Palmas – dovuto al gran numero di palmeti che la circondano -, nel XIX secolo fu aggiunto anche Arborea per evitare confusioni con un’altra Palmas (di San Giovanni Suergiu). Nel centro storico vedrai case in mattoni di terra cruda che si dispongono attorno alla parrocchiale di sant’Antioco, celebrato più volte durante l’anno. Ai festeggiamenti di aprile sono associate le Pariglie palmaresi, appuntamento che prevede sfilata a cavallo accompagnata da gruppi folk e corsa de is tre aneddus, dove i cavalieri devono infilzare tre anelli e poi si esibiscono in acrobazie. Alle celebrazioni di luglio si unisce una rassegna di ballo sardo. A novembre si commemora la scomparsa del martire e si svolge un’imperdibile rassegna micologica con mostra e degustazione di funghi.

I paesaggi attorno al borgo, multiformi e dalle mille tonalità, regalano momenti suggestivi. Le calme distese d’acqua del Pauli Majori, paradiso degli appassionati di birdwatching, ospitano pollo sultano, airone rosso e gobbo rugginoso, mentre la flora si caratterizza per splendide orchidee. È una delle zone umide più importanti d’Italia. Nel parco del monte Arci, il maggior giacimento di ossidiana dell’Isola, farai un viaggio a ritroso di otto mila anni, durante i quali vari popoli mediterranei giungevano in Sardegna, lasciando loro tracce, alla ricerca del minerale - ‘oro nero’ del Neolitico -, abbondante nelle sue falde e usato per costruire armi e utensili preistorici. Le testimonianze vanno dal Neolitico recente a circoli megalitici di età nuragica. Il mantello del massiccio è formato da colate di lava basaltica, mentre l’ossatura interna è di trachite. I condotti vulcanici culminano in tre punte (la più alta è di Trebina Longa, 812 metri), che evocano l’immagine di un treppiede. Un abito verde di lecci e macchia mediterranea, con sprazzi di sughere e roverelle, ricopre il monte, compresa, nel territorio di Palmas Arborea, la foresta di sa Dispensa, 150 ettari, popolati da donnole, martore e rapaci (astori, gheppi, poiane e sparvieri).