Si erge a 500 metri d’altitudine nel cuore della Barbagia, attorniato da colline verdi. Orani, centro di quasi tremila abitanti, ha dato i natali ad artisti di fama internazionale, del XX secolo, come Nivola e Delitala, e contemporanei, come lo scrittore Salvatore Niffoi e lo stilista Paolo Modolo. A Costantino Nivola, uno dei maggiori artisti sardi di sempre, è dedicato su una scenografica collina il museo Nivola: dal 1995 custodisce 200 opere scultoree e pittoriche. In onore del pittore Mario Delitala, è stata allestita nel convento francescano la Collezione Delitala: ritratti, rappresentazioni sacre, scene di vita barbaricina. L’artigianato oranese è espressione d’arte: cassapanche in legno, manufatti in granito e in ferro, gioielli d’oro, tappeti e coperte, abiti in velluto e orbace, cambales e cusinzos in cuoio. In sughero è la maschera de su bundhu, simbolo del paese, protagonista con su maimone del carnevale. Rinomata anche la tradizione di dolci e pani fatti in casa, come il carasau. Gusterai le prelibatezze, a ottobre, in occasione della tappa di Autunno in Barbagia. Tra le chiese, visita la parrocchiale di sant’Andrea apostolo, costruzione neoclassica che custodisce opere come la pala d’altare di Delitala, Nostra Signora d’Itria, che in facciata presenta un graffito di Nivola (1959), la chiesa francescana di san Giovanni Battista e quella del Rosario (XVII secolo), arricchita da affreschi della metà del Settecento. Il santuario più caratteristico è immerso in un bosco sul monte Gonare, a mille metri d’altezza: è Nostra Signora di Gonare (inizio XVII secolo), la chiesa più ‘alta’ dell’Isola, decantata dal premio Nobel Grazia Deledda in ‘Le vie del male’, meta di pellegrinaggio. Le feste in suo onore sono: 25 marzo, a fine maggio e inizio settembre, organizzate alternativamente col Comune di Sarule, con cui condivide le mura della chiesa. Il Gonare è un massiccio con pareti scoscese, ricoperte da boschi dove farai lunghe escursioni, con la suggestione di una devozione secolare.

Domus de Janas, isolate e in piccoli gruppi, attestano la presenza umana dal Neolitico Recente. Notevoli sono le necropoli sas Fossas e Badde Roma, con otto e cinque ipogei. Riferibili alla fine del Neolitico sono due dolmen e sei menhir, di cui quattro alti sei metri. All’età del Bronzo risalgono una trentina di insediamenti nuragici: alcuni ‘a corridoio’, una ventina a tholos, compreso l’Athethu, e alcuni complessi. Il più imponente è il nuraghe Nurdole: una torre centrale si erge a 700 metri d’altezza, racchiusa da un bastione con quattro torri.. A completare le testimonianze nuragiche, ecco le tombe di Giganti di Istelenneru e fonti sacre, di cui una vicino a Nurdole.