Dal sacrario punico ai resti della città romana tardo-repubblicana e imperiale, dalle trecentesche chiese catalano-aragonesi al XX secolo quando, dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, il quartiere medioevale della Marina e i suoi monumenti furono restituiti a nuova vita. Il polo museale di sant’Eulalia (Mutseu) è un viaggio in oltre duemila anni nella storia di Cagliari, specie nell’antico nucleo sorto vicino al porto, che comprende innumerevoli monumenti: la parrocchiale di sant’Eulalia, chiesa dedicata alla patrona di Barcellona (poi ampliata e ammodernata), la sottostante area archeologica, il museo del Tesoro, gli archivi parrocchiali, la cripta monumentale (XVI-XVII secolo) e gli scavi sotto la chiesa di santa Lucia. Il museo, allestito in un palazzo attiguo alla parrocchia, conserva l’ingente patrimonio artistico delle chiese di sant’Eulalia, santa Lucia e santo Sepolcro e il materiale archivistico di parrocchia e arciconfraternite del Crocifisso e della santissima Trinità, attive tra XVII e inizio XX secolo. Al primo piano ammirerai l’esposizione artistica, fastosa perché a commissionare molte opere era la facoltosa congregazione del santissimo Sacramento. La sala degli argenti raccoglie il corredo liturgico: alcuni manufatti sono esemplari di barocchetto ligure-piemontese, altri provengono da botteghe sarde (XVI- XIX secolo). Magnifico è un calice barocco del 1673. I preziosi paramenti sono appartenuti a papi e arcivescovi. Splendida è la seicentesca ‘Pianeta della passione’, raffigurante Gesù in preghiera nell’orto del Getzemani e nel pretorio. Bellissimo un paramento tardo settecentesco con stemma dei Zapata e dell’arciconfraternita del santo Sepolcro. Tra le pitture, sarai rapito da un Ecce Homo con Gesù flagellato, attribuito a Giovanni Bilevelt, pittore fiammingo operante a Sassari a inizio XVII secolo. Molto significativa è la tavola ovale trecentesca della Madonna col Bambino, di scuola toscana. Tra le statue lignee sei-settecentesche di intagliatori sardi e di botteghe napoletane, risalta la ‘Madonna degli abbandonati’. Altre rilevanti sculture sono il san Giovanni Nepomuceno della bottega del Lonis, la seicentesca Regina Angelorum, la statua damaschinata di santa Lucia e la settecentesca Croce processionale con intarsi in madreperla. Al pianterreno troverai l’archivio: 33 pergamene del santissimo Sepolcro, i registri contabili che documentano la gestione del patrimonio e altri documenti attestanti l’operato delle congregazioni.

Il percorso museale comprende anche l’area archeologica venuta alla luce sotto Sant’Eulalia, sovrapposizione di molteplici fasi di frequentazione, da età romana repubblicana a età moderna. Gli scavi hanno interessato il sottosuolo di museo e chiesa (900 metri quadri) e restituito un’immagine inedita della Cagliari antica e alto-medioevale. In età tardopunica (IV-III a.C.) vi sorgeva un santuario usato sino a inizio dell’età romano-imperiale (I a.C.). Nel suggestivo percorso sotterraneo noterai 13 metri di strada lastricata, verosimilmente collegata con le attività del porto di allora, e i resti di un ambiente chiuso da un colonnato poggiante su basi marmoree.