Vivono allo stato brado sull’altipiano noto come sa Jara Manna o giara di Gesturi, unici superstiti di una specie che fino al tardo Medioevo scorrazzava in libertà su tutto il territorio isolano. A pochissima distanza dalla ‘grande giara’, uno spazio espositivo ne racconta storia, vita e convivenza con l’uomo. È il cavallino della Giara l’assoluto protagonista del museo ospitato in una tipica casa campidanese a Genoni, paese sorto sulle pendici di un colle staccatosi per erosione dalla stessa Giara. Osserverai l’arco di vita dei cavallini durante le varie fasi, grazie a una speciale galleria fotografica. Mentre due sale dedicate ti permetteranno di approfondire le caratteristiche ambientali della Giara e il suo rapporto con le popolazioni dei vicini centri abitati. Sono esposti anche strumenti usati in passato per la doma, la ferratura e la marchiatura, oggi sostituita dall’impianto di un microchip. Visiterai poi la sezione etnografica, dove attrezzi agricoli, utensili adoperati da falegnami e pastori e oggetti di uso domestico e quotidiano nelle tradizionali dimore campidanesi sono mostrati in un percorso tematico, corredato da video-interviste: sono gli anziani del paese a raccontare della vita quotidiana agropastorale con ricordi e aneddoti.

La popolazione di Genoni è stata parte attiva nell’allestimento del museo, donando personalmente gli oggetti e contribuendo così a creare uno ‘spazio della memoria comunitaria’. Una particolarità dell’esposizione è rappresentata dalla possibilità di coinvolgere piccoli e adulti in modalità interattiva, facendo provare loro a indovinare la funzione di alcuni degli strumenti dall’aspetto meno familiare. In proposito, non manca una sezione prettamente didattica, studiata per scuole e famiglie, mentre il giardino e altre cune delle sale ospitano saltuariamente eventi, feste e cerimonie. Potrai associare visita al museo ed escursione al parco della Giara, un’oasi naturalistica all’interno della quale sono tracciati sentieri per circa 25 chilometri, segnalati tramite cartelli in legno. Oltre ad osservare i famosi cavallini dell’altopiano, la visita al parco ti permetterà di immergerti in un paesaggio affascinante, colorato dai fiori in primavera e impreziosito in inverno dalla cornice offerta dai monti innevati del Gennargentu.

Merita una visita anche il Paleo Archeo Centro, museo alle pendici del colle di Santu Antine. Due sezioni, paleontologica e archeologica, raccontano il territorio partendo dai fossili rinvenuti nel vicino geosito di Duidduru e le tracce preistoriche presenti sul colle. Altra imperdibile tappa, infine, è l’ex convento dei frati Osservanti minori, risalente al 1638, con annessa la chiesa della Madonna del Sacro Cuore.