Un’esposizione originale e innovativa, che unisce storia e scienza e che permette di vestire i panni del paleontologo, oltre a farti scoprire il pozzo nuragico più profondo dell’Isola. Il Paleo archeo centro di Genoni sorge ai piedi del colle Santu Antine, un rilievo sul quale sono state rinvenute tracce di frequentazione che vanno dall’età del Bronzo fino al Medioevo. Il museo è organizzato in tre sezioni: paleontologica, archeologica e didattica.

La prima si è sviluppata grazie agli eccezionali ritrovamenti della vicina località di Duidduru, nei pressi di una vecchia cava. Qui si estendono banchi di depositi marini risalenti al Miocene, affioranti per circa 50 metri, che testimoniano come l’area fosse ricoperta dal mare: compaiono fossili di ricci, conchiglie, coralli, lumache di mare e i resti dello squalo megalodonte. Nel museo sono esposti anche un crinoide risalente a 250 milioni di anni fa e un dente di coccodrillo.

La sezione archeologica mostra i rinvenimenti del colle Santu Antine: ammirerai un plastico del monte, con ricostruzione di un nuraghe e del pozzo sacro, di fortificazioni puniche e di una cappella pertinente a una chiesa medievale dedicata a sant’Elena e a san Costantino, in sardo Antine, da cui deriva il nome del colle. Osserverai anche un diorama in scala 1:1 raffigurante il fondo del pozzo: scende fino a 39 metri di profondità, la maggiore finora mai riscontrata in Sardegna. Il pozzo ha restituito bronzetti nuragici e manufatti risalenti a età romana e altomedievale, in particolare monete. La parte didattica coinvolge in maniera interattiva i visitatori, con particolare attenzione verso bambini e ragazzi. Ci sono materiali per la simulazione di scavi paleontologici e archeologici, supporti multimediali e strumenti scientifici usati per la pulizia e la conservazione dei reperti. Nel museo vengono regolarmente organizzati laboratori didattici e campi estivi di paleontologia e archeologia per scuole e famiglie, inoltre è possibile abbinare la visita al museo all’esplorazione del geosito di Duidduru.

Un sentiero ti permetterà poi di salire sul colle Santu Antine, a 590 metri d’altezza, da dove osserverai un suggestivo panorama sulla Marmilla e sulla giara di Gesturi (sa Jara Manna), che ricade nel territorio di Genoni per 1700 ettari. Qui sono presenti i resti di un insediamento punico sovrapposto a un villaggio nuragico, al quale apparteneva il pozzo, un recinto megalitico, una capanna con sedile perimetrale e un nuraghe (forse) complesso. La fortezza fu inglobata successivamente in una cortina muraria che comprende altre quattro torri, realizzate intorno al IV secolo a.C. Il basamento della torre est fu poi adoperato durante il Medioevo per edificarvi una chiesa.

Alla visita al Paleo archeo centro si deve assoultamente associare una passeggiata nel parco della Giara, popolata dai famosi cavallini, cui è dedicato un altro museo di Genoni, ospitato in una caratteristica casa campidanese.