Si adagia nella piana della Marmilla, tra fiume Mannu e colline della Trexenta, circondato dalle Giara di Gesturi e da quella di Siddi. Lunamatrona è un paesino di tradizione agropastorale di meno di duemila abitanti. Il nome deriverebbe da Juno Matrona, in onore di Giunone: forse qui sorgeva un tempio a lei dedicato. Rinomate le sue produzioni agricole: legumi, olio e malvasia, vino protagonista di una sagra di inizio settembre, insieme al melone e alla pecora in cappotto.

Al centro del paese sorge la parrocchiale di san Giovanni battista è in stile classicista con rivisitazioni seicentesche. Sorge sull’area di una precedente chiesa benedettina (XI secolo), costruita tra fine XVI e inizio XVII secolo. L’interno ha navata unica voltata a botte, con quattro cappelle per lato, nella prima a destra è custodito il retablo di Santa Maria, in origine conservato nella chiesetta omonima. I dipinti raffigurano episodi della vita di Cristo, della Vergine e dei santi. I festeggiamenti in onore di san Giovanni sono a fine giugno.

Il territorio è stato abitato sin da epoca prenuragica: potrai visitare il protonuraghe Trobas, il nuraghe Pitzu Cummu, nella periferia del paese, e la tomba di Giganti su Cuaddu de Nixias, la più antica (1700-1600 a.C.) della Sardegna. Il nome (‘il cavallo di Nixias’) è dovuto alla presenza di un foro sulla parte superiore della stele che, secondo la leggenda, serviva a legare i cavalli. La camera sepolcrale, lunga dieci metri, è un corridoio infossato delimitato da lastre di pietra. Al fondo della camera si nota un cassone quadrangolare chiuso e rialzato rispetto al corridoio. L’ingresso si apre alla base di una stele in arenaria alta attualmente quasi tre metri. Ai due lati lastroni verticali, di altezza decrescente verso l’esterno che formano l’esedra. Lo spazio di fronte all’ingresso era dedicato ai riti in onore dei defunti. La tomba è inclusa nel museo del Territorio sa Corona Arrubia, che occupa colline e tavolati basaltici di Collinas e Lunamatrona, ricoperte di licheni rossi. Varie sezioni tematiche, botanica, faunistica, geologica e antropica, compongono l’esposizione museale. Una parte del museo è dedicata a circa duecento giocattoli tradizionali. Potrai salire in seggiovia al museo e ammirare dall’alto anche i monumenti megalitici delle giare.