È una delle più piccole chiese romaniche della Sardegna, ma la sua caratteristica principale è un’altra, ben visibile in facciata: un architrave con immagini scolpite in rilievo, cinque figure antropomorfe, di cui una capovolta. È un unicum nella scultura medioevale sarda, lo vanta la chiesa di san Michele arcangelo. Il santuario fu eretto a metà XIII secolo su un piccolo rilievo che attualmente rappresenta la periferia di Siddi, realizzato con marna bruna e gialla, arenaria e basalto. La pianta è a due navate, ma curiosamente solo una delle due – quella a sud, più ampia rispetto all’altra – termina con un abside. La copertura è in legno, con tetto a due spioventi nella navata principale e a falda unica nella ‘navatella’. In facciata noterai un solo archetto pensile, probabilmente in origine vi era una teoria di archetti che correva lungo tutta la facciata, ma sono andati perduti in seguito a lavori di rifacimento. I due portali sono entrambi architravati, con arco di scarico a tutto sesto. Ti colpirà l’architrave di sinistra, dove compaiono le figure scolpite dentro quattro riquadri, divisi da bande verticali decorate con rombi intrecciati. I personaggi hanno larghe spalle e arti esili: la loro interpretazione simbolica rimane ancora oggi un mistero. La figura capovolta è la prima a sinistra: in base alla teoria più accreditata dovrebbe raffigurare la caduta di Lucifero. Nel secondo e nel terzo riquadro comparirebbero san Michele, cui la chiesa è intitolata, e Dio Padre. Il quarto riquadro presenta due figure affiancate, che potrebbero rappresentare Adamo ed Eva. Secondo altri, invece, la figura capovolta rimanderebbe ad allegorie della morte già presenti in monumenti preistorici ed epoca punica, mentre i due personaggi vicini sarebbero dei danzatori rituali. Varcato l’ingresso, vedrai che le navate sono divise da tre arcate poggianti su pilastri ottagonali. Il presbiterio è leggermente rialzato rispetto al pavimento e ospita un altare litico e due nicchie, dove risiedono altrettante statue lignee di san Michele. Dietro, si apre l’abside semicircolare con al centro una monofora. C’è anche un terzo portale, sul fianco sud, preceduto – come gli altri due – da gradini e sormontato da un arco a tutto sesto.

Ogni anno, il 29 settembre, la chiesa è teatro della festa dedicata al santo titolare. Durante la vigilia un suo simulacro giunge dalla parrocchiale della Visitazione di Maria Vergine, per essere ospitato nella chiesetta. Il giorno della festa si svolge una solenne processione per le vie del paese, infine il giorno dopo la statua fa ritorno alla parrocchia di Siddi, paese che si distende nella valle dell’omonima giara, in un territorio disseminato di eredità preistoriche: spicca la tomba di Giganti sa Domu ‘e s’Orku, imponente e ben conservata, fatta di blocchi basaltici. Merita una visita anche il nuraghe a corridoio sa Fogaia, nel parco omonimo. In paese poi visiterai da non perdere il museo delle tradizioni agroalimentari e il museo ornitologico della Sardegna, l’unico nel suo genere nell’Isola.