Abbraccia un’ampia porzione del Monreale ai confini con Oristanese e rilievi dell’Iglesiente. A Guspini, cittadina di origine medioevale di quasi dodicimila abitanti, convivono due anime: attività agricola e archeologia industriale. Passerai da villaggi minerari disabitati a splendidi scorci del centro storico, da colline coltivate ai boschi del monte Linas. Tra pinete e sorgenti, il parco di Gentilis ti offre momenti di relax, mentre nell’ambito del parco culturale Dessì, percorrerai l’itinerario Domus Guspini attraverso le vie del centro. Ogni tappa, un tema: museo del vino e dell’olio in casa Murgia, lavorazione del ferro in casa Agus, produzione di lana, formaggio e miele (cui è dedicata una sagra) in altre ‘corti’ campidanesi. Tipici sono paste (ravioli e malloreddus) e pani fatti in casa, dolci (gueffus, pabassinas, pirichìttus) e birre artigianali, protagoniste a fine agosto nella maggiore rassegna sarda di settore, Birras. Lungo il percorso urbano, viaggerai nella storia a MonteTempo, nell’ex monte granatico, e visiterai il mulino Garau, l’antica Mascalcia, la parrocchiale di san Nicolò di Mira (XVII secolo), che è perfetta fusione di elementi tardogotici e rinascimentali, e la chiesa romanica, poi ampliata in stile gotico-aragonese, di santa Maria di Malta (del XII secolo). In onore della santa, a metà agosto, si celebra la festa più sentita. Dentro la città, nella collina di Cepera, sarai affascinato dai basalti colonnari di Guspini, spettacolo geologico con pochi riscontri al mondo, risalente a tre milioni di anni fa. Il monumento naturale è un ‘conetto’ vulcanico con una parete di prismi basaltici verticali, alti venti metri, accostati come ‘canne d’organo’. Significativa è l’eredità dell’epopea mineraria, iniziata a metà Ottocento. Il patrimonio dismesso si concentra nel complesso di Montevecchio, ‘cuore’ dell’attività estrattiva del sud-ovest per un secolo e mezzo, oggi parte del parco Geominerario della Sardegna. Visiterai edifici e macchinari che raccontano di fatica e passione a pochi passi dalla Costa Verde.

Il territorio è stato frequentato dal Neolitico: ne sono testimoni il cerchio megalitico de su Corrazzu de is Pillonis, la domu de Janas di Bruncu Maddeus e, soprattutto, i due menhir Perdas Longas, che rappresentano Dea Madre e Dio Toro. Un terzo menhir è vicino al pozzo sacro sa Mitza de Nieddinu, luogo di culto del Bronzo finale con camera e scalinata integre. È eredità nuragica insieme al pozzo di Is Trigas e a circa trenta nuraghi tra cui Brunku e s’Orku, Melas e Saurecci. L’area archeologica principale è vicina allo stagno di santa Maria, abitato dai fenicotteri rosa: è l’antica città di Neapolis, fondata dai punici alla fine del V secolo a.C., poi occupata dai romani che vi hanno costruito grandi terme, cisterne e strade.