È adagiato a circa 200 metri d’altitudine ai piedi dell’altopiano della Giara, all’interno di un contesto naturalistico di elevato pregio ambientale. Come indica il toponimo (gonnos, alture), Gonnosnò, paesino di quasi 800 abitanti dell’alta Marmilla, è al centro di un territorio collinare che comprende anche la frazione di Figu, detta così presumibilmente per l’abbondanza di alberi di fico. Nel 1947 il Comune era Figu-Gonnosnò, dal 1964 ha assunto l’attuale denominazione. Paese e borgata sono citati nei libri di storia sarda perché primi dove è stato fondato un monte granatico (1678) . Non a caso, l’economia è agro-pastorale anche se anche l’artigianato riveste un importante ruolo. Tra le eccellenze artistiche del paese c’è la parrocchiale di Sant’Elena imperatrice, con un campanile del 1645, coperto da una cupoletta, sino agli Settanta del XX secolo rivestita da 800 tegolini colorati (poi rimossi). All’interno, due cappelle risalenti al 1690: della Madonna del Rosario e di san Basilio, dove vedrai un altare ligneo impreziosito da intagli e dorature. Il fonte battesimale è del XVII secolo e l’altare maggiore del XIX secolo con paliotto di marmo policromo del 1700. La patrona è festeggiata a metà agosto. La chiesa di Figu è dedicata alla Natività di Maria vergine: è in cima a una collina dal 1624. La porta maggiore è sormontata da un architrave sagomato e fregiato. L’interno è a navata unica con copertura lignea. Custodisce tre antichissime statue: Resurrezione, Vergine del rosario e sant’Antonio Abate, in onore del quale si accendono i fuochi a metà gennaio. Le altre celebrazioni sono per san Sebastiano (20 gennaio), san Salvatore (martedì dopo Pasquetta), san Bernardino da Siena e san Priamo (a metà e fine maggio) e santa Vitalia (inizio ottobre).

Il territorio di Gonnosnò è ricco di testimonianze nuragiche: il tempio a pozzo di san Salvatore, costruito con blocchi in pietra lavorati, a circa 300 metri dalla fonte, le quattro tombe di Giganti di is Lapideddas e una decina di nuraghi monotorre, disseminati sul territorio. Il più interessante è il nuraghe Nieddiu, su uno sperone sporgente della Giara, forse poderoso strumento di difesa. La struttura è in massi di basalto sbozzati e disposti con cura. La torre ha diametro di 11 metri ed è alta attualmente tre.