È uno dei più interessanti esempi di fortezza nuragica ‘rivissuta’ dalle civiltà che si sono susseguite nel corso dei millenni. Il nuraghe San Marco si erge alla periferia est di Genuri, alle pendici del fianco sud-occidentale della Jara Manna, la giara più grande e celebre. Dall’altopiano, da sempre ‘fonte’ di sostentamento e di risorse per i popoli che hanno abitato la Marmilla, proviene il basalto usato per la costruzione del monumento, mentre per i restauri avvenuti in fasi successive fu usata la marna. L’edificio ha una struttura complessa, composta da mastio e tre torri e circondata da un antemurale con altre cinque torri, tranne che sul lato nord, forse perché i costruttori ritennero sufficiente la ‘protezione’ naturale dell’altopiano della Giara. La torre sud-est, curiosamente, presenta un diametro inferiore alle altre due, mentre il rifascio murario a nord-est, che segue il profilo della torre centrale, è stato talvolta interpretato come parete di una quarta torre angolare. Nello spazio tra il mastio e le cortine di collegamento tra le torri si apre un cortile a forma di falce, al quale accederai tramite l’ingresso della struttura posto sul lato sud. Dal cortile, dotato anche di un pozzo, accederai al mastio e ai corridoi che conducono alle torri laterali. La camera del mastio mostra uno spazio articolato a croce, con due nicchie frontali e una terza opposta al vano scala. Nella torre nord-ovest noterai sei feritoie, due nicchie e l’assenza del corridoio d’ingresso, infatti, si apre direttamente sul cortile.

Le indagini archeologiche hanno permesso di scoprire che tra Bronzo recente e finale ci fu un evento distruttivo, con relativi crolli e successive ricostruzioni: probabilmente il San Marco fu testimone di una fase – ancora misteriosa - di crisi e di conflitti tra le tribù nuragiche tra II e I millennio a.C. Il sito ha restituito tracce di frequentazione in epoca punica, inoltre vi fu sicuramente uno stanziamento tra le epoche tardo-romana e alto-medievale. Almeno undici ‘nuovi’ ambienti furono sovrapposti o appoggiati al nuraghe, alcuni sono stati interpretati come magazzini per la conservazione di alimenti, mentre cortile e torri furono usati con varie finalità, talvolta anche per ospitare sepolture.

Il nuraghe prende nome da un piccolo santuario campestre, distante poche decine di metri e circondato da un parco con ulivi secolari. La chiesa di san Marco fu realizzata probabilmente nel XVI secolo con pianta a navata unica. Il 25 aprile vi si celebra una festa particolarmente sentita dalla popolazione di Genuri, durante la quale si benedicono le campagne del paese e si invoca il santo per l’auspicio di un buon raccolto.