Si adagia sull’altopiano di Abbasanta, ai margini dei massicci del Montiferru e del Marghine. Ghilarza è un paese di quattro mila e 500 abitanti al centro della Sardegna, in provincia di Oristano. L’impianto delle case è ispirato dall’attività agropastorale, un tempo dominante. Sono costruite in basalto nero, la cui lavorazione è l’attuale risorsa principale del paese. L’abilità dei muratori ghilarzesi è nota in tutta l’Isola. È stato anche centro culturale: nel primo Ottocento fu fondato il circolo di lettura e a inizio Novecento il primo circolo femminile. Il contesto fu linfa per giuristi, diplomatici e letterati. Negli anni Sessanta del XX secolo il paese vantava la più alta percentuale di laureati nell’Isola. Non a caso, vi trascorse infanzia e adolescenza uno degli intellettuali più influenti del Novecento europeo: Antonio Gramsci, fondatore del partito comunista italiano. Lungo la via principale troverai la casa museo Gramsci, che attraverso immagini, documenti, effetti personali ti farà rivivere le tappe significative della sua vita. Al centro del paese si erge anche la torre aragonese del XV secolo, un tempo carcere, oggi adibita a manifestazioni culturali. Mentre in periferia c’è un ‘gioiello’ architettonico romanico, la chiesa di san Palmerio, risalente al primo quarto del XIII secolo. Ti affascinerà per l’armonia con cui si inserisce fra paesaggi urbano e rurale e per la bicromia: in facciata conci di basalto scuro si alternano ad altri di vulcanite rossastra. Un altro fulgido esempio di architettura sacra medioevale è la chiesa di san Pietro di Zuri, frazione distante quattro chilometri dal paese. Santuario e villaggio sorgevano un tempo dove oggi c’è il lago Omodeo, per lungo tempo il più grande invaso artificiale d’Europa, attualmente splendida attrazione naturalistica del Barigadu. In seguito alla realizzazione dell’invaso (1923), l’edificio sacro è stato smontato e ricostruito concio per concio a monte del lago, insieme alle nuove case del borgo, mentre il ‘vecchio Zuri’ giace sott’acqua. Il lago fa da incantevole cornice a una delle opere di ingegneria più famose della Sardegna. Lungo la strada per il borgo ammirerai altri edifici di culto: la chiesa di san Giorgio e il villaggio di san Serafino, che comprende un santuario, forse di origine bizantina, e un novenario, formato da più di cento muristenes, ‘casette’ sorte nel 1600 per accogliere i fedeli durante i nove giorni di celebrazioni per il santo. Tutto il territorio di Ghilarza è un’area ricca di testimonianze archeologiche: ammirerai domus de Janas, nuraghi e tombe di Giganti e tracce fenicio-puniche, romane e bizantine.