Un’immersione in archeologia, arte e storia, alternata a indimenticabili scorci su Cagliari e golfo degli Angeli. Nel quartiere Castello, tra Porta Cristina e piazza Indipendenza, a pochi passi dalla passeggiata di Buon Cammino e vicino all’Anfiteatro romano, sorge l’antica sede del regio arsenale: dal 1979, dopo un lungo restauro, è diventata la Cittadella dei musei. Sorta su iniziativa dell’Università di Cagliari per ampliare museo archeologico e pinacoteca, divenne il maggior complesso museale isolano. L’area dove sorge, già ‘vissuta’ nell’Antichità, in età pisana era fuori dalle mura, separata da un fossato e collegata da un ponte levatoio. L’ingresso a Castello era garantito dalle torri di san Pancrazio e dell’Elefante, capisaldi delle fortificazioni di Cagliari. A metà XVI secolo gli spagnoli vi eressero ‘la tenaglia’, baluardo difensivo di cui restano tracce nell’odierno polo museale. Nel 1727, in età sabauda, divenne regio arsenale, dentro ospitava scuderie, depositi di munizioni e una fonderia. Un secolo dopo fu costruita la neoclassica ‘porta arsenale’, oggi monumentale ingresso alla Cittadella. La struttura assunse poi altre funzioni militari, da ultimo caserma intitolata a Eligio Porcu, eroe della Grande Guerra. I bombardamenti del 1943 la devastarono. Seguì un rapido degrado, interrotto dalla designazione a nuova sede museale. La ristrutturazione (1965-79) armonizzò millenarie memorie storiche e architetture moderne: cisterne romane, fortificazioni spagnole e carceri piemontesi sono integrate negli spazi espositivi del centro polivalente.  Varcato il portone bronzeo che dal 1979 chiude la porta neoclassica, ti troverai in un’ampia corte con aree verdi da dove ammirare panorami sulla città. Attorno si dispongono edifici che custodiscono preziose collezioni storico-artistiche, oltre a sale per convegni e mostre temporanee. A destra si erge l’ex carcere di san Pancrazio, ora galleria d’arte con ‘sala pentagonale’ che dal 1991 accoglie il museo delle cere anatomiche, modellate a inizio XIX secolo da Clemente Susini. Accanto si estende il dipartimento di Scienze archeologiche e storico-artistiche, che include la settecentesca cappella dell’arsenale. Un tempo ‘mondo’ di militari, oggi è un via vai di studenti, ricercatori e visitatori. Da un ‘giardino’ in pendio entrerai nel museo d’arte siamese: espone la più ampia collezione del genere in Europa, creata da Stefano Cardu, cui è intitolato il museo. Nel 1914 donò al Comune oggetti pregiati acquistati durante i viaggi in Siam ed estremo Oriente: dipinti, manoscritti, sculture buddhiste, argenteria, monete, armi, okimono e netzuke, porcellane cinesi e siamesi (XIV-XIX secolo). Affianco il museo archeologico nazionale, che risiede in Cittadella dal 1993 ma nasce nel XIX secolo su iniziativa di Carlo Felice, ospitato in precedenza in vari palazzi nobiliari. Le sue vetrine, articolate in quattro piani, contengono un inestimabile patrimonio di reperti: farai un viaggio nel tempo tra dee madri, vasi e bronzetti nuragici, gioielli fenici, monili imperiali e monete bizantine. Il primo piano è esemplificativo delle facies culturali succedutesi in Sardegna, dal Neolitico all’alto Medioevo. Uno spazio è dedicato alla ricostruzione del tophet di Tharros, altri due piani illustrano siti del sud Sardegna e dell’Oristanese, il quarto ospita le statue dei Giganti di Mont’e Prama.

Il ‘preludio’ alla pinacoteca nazionale è il museo etnografico, allestito nel 1992, dove troverai circa 1300 ‘pezzi’ esposti a rotazione: tessuti e ricami, cassapanche, cestini, gioielli in oro e argento, ceramiche, armi antiche, stemmi nobiliari, rosari, amuleti, bottoni, spuligadentes (pulisci-denti) e un acquamanile islamico in bronzo (XII secolo). Addentrandoti nella pinacoteca, soffermati sui dettagli delle raccolte di grande rilevanza storico-artistica: spiccano meravigliosi retabli, pale d’altare di tradizione ispanica, realizzati dal Maestro di Castelsardo, dalla bottega cagliaritana di Pietro Cavaro e da pittori catalani. L’edificio si snoda su tre livelli intorno alle mura spagnole ed espone dipinti che spaziano dal XIV al XX secolo, opere di artisti sardi e di scuola genovese, napoletana e romana. A pochi passi dalla Cittadella, visiterai i giardini pubblici: all’interno troverai un gioiello architettonico settecentesco divenuto dal 1928 galleria d’arte di Cagliari. L’esposizione annovera opere di artisti sardi, legati a tendenze della seconda metà del XX secolo e una collezione etnografica datata tra fine XVIII e prima metà XX secolo.