I ruderi di Casteddu Ezzu si ergono al di sopra di una collina basaltica.

Il castello del Montiferru, oggi detto "Casteddu Ezzu", fu eretto presumibilmente nel XII secolo, per mano di Ittocorre, fratello del giudice Barisone di Torres, con lo scopo di proteggere i confini con il regno d'Arborea. Nel XIII secolo il castello insieme ai territori limitrofi fu annesso al giudicato d'Arborea, ad opera del sovrano Mariano II. A partire dal XV secolo cadde in mano della famiglia Zatrillas che lo mantenne nei secoli successivi, precisamente fino al 1670, anno in cui fu definitivamente abbandonato.

La storia riporta che nel 1668 donna Francesca Zatrillas, moglie di Agostino Castelvì e marchesa di Laconi, proprio qua trovò rifugio per sfuggire alle accuse di aver ucciso il proprio marito ed aver complottato contro il viceré. La marchesa riuscì infine a fuggire e ad imbarcarsi per Livorno. Proprio in seguito a queste vicende il castello fu abbandonato.

Le emergenze materiali di Casteddu Ezzu si limitano a resti di torri, paramenti murari e vani sotterranei probabilmente con funzione di cisterne. Il castello, la cui pianta si presentava allungata, racchiudeva all'interno delle sue mura una serie di ambienti, di cui è rimasta traccia a livello di fondamenta, ma di cui non è dato conoscere le funzioni.