Si distende in un tratto di collina nel Monte Acuto. Bulzi è un borgo di circa 530 abitanti, caratterizzato dalla parlata logudorese, seppure rientra nella regione storica dell’Anglona. Il riferimento più remoto sulle sue origini è nei documenti della ‘Pace di Arborea’ (1368), in cui si cita un esponente della comunità di Gulsei, antico nome del paese. Il suo territorio fu popolato dal Paleolitico inferiore. Sono attestate anche testimonianze nuragiche e romane. Oggi è una ‘culla’ di tradizioni culturali, come testimoniano radicati aspetti devozionali, come i canti liturgici, e artigianali, con produzioni tessili (tappeti), di intreccio (cestini), di pellame (bisacce, gambali, selle) e derivanti dall’intaglio del legno.

Il centro storico si contraddistingue per case in stile agro-pastorale e strade strette. Un monumento architettonico di rilievo è il complesso di Funtana Manna, risalente al XIX secolo, costituito da una fontana e tre vasche. Le prime due erano un lavatoio, la terza, non comunicante con le altre, un abbeveratoio, le cui quattro bocche sono perennemente alimentate da una sorgiva separata dall’acquedotto civico. Particolare importanza riveste anche la chiesa di san Sebastiano, patrono del paese festeggiato il 20 gennaio, per antichi e pregevoli arredi, tra cui un raro gruppo della Deposizione lignea policroma, eseguita, forse in Toscana, a fine XIII secolo. Gli arredi furono trasferiti nella parrocchiale dalla chiesa di san Pietro del Crocifisso (o delle Immagini), risalente al XIII secolo, uno dei più importanti esempi d’arte romanico-pisana della Sardegna che fa parte di un complesso monastico di cui rimangono poche tracce. La sua facciata bicroma, arricchita da archetti in pietra biancastra, si erge con uno sfondo di prati, rocce e rilievi dell’Anglona, un territorio ricco di insediamenti monastici medioevali.

Le celebrazioni che contraddistinguono Bulzi sono il Carnevale antico, i riti della Settimana Santa e sa die de su Rughifissu (del Crocifisso) a fine giugno, cui è legata s’ardia, una giostra equestre attorno al paese, alla basilica e al monastero di san Pietro. In estate si festeggiano anche sant’Isidoro, ad agosto, e santa Lucia, a settembre.